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Complicanze chirurgiche. Ipotermia per il 50-90% dei pazienti. La Campagna “Chirurgia senza brivido” fa tappa a Genova

L’ipotermia – ovvero una temperatura centrale corporea inferiore a 36.0 °C – rappresenta una complicanza comune degli interventi chirurgici che interessa tra il 50%-90% dei pazienti sottoposti sia a operazioni chirurgiche maggiori sia a procedure brevi. Ma in Liguria 9 strutture su 10 non hanno un protocollo specifico per la prevenzione di questa condizione e in 3 ospedali su 4 (76%) la temperatura dei pazienti non viene mai misurata prima dell’ingresso in sala operatoria. Questo ciò che emerge da un survey condotto dalla Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) nell’ambito della Campagna di sensibilizzazione “Chirurgia senza brivido” che oggi ha fatto tappa a Genova. L’iniziativa, organizzata con coordinamento scientifico di SIAARTI, e il contributo non condizionato di 3M Italia, si pone l’obiettivo di informare anestesisti, rianimatori, management della sanità e cittadini sui rischi e le possibili soluzioni dell’ipotermia, e sensibilizzare le istituzioni alla creazione di protocolli regionali.

La situazione in Liguria
Per “fotografare” la situazione italiana, in occasione della campagna, SIAARTI ha condotto una survey sulla gestione della normotermia perioperatoria, al fine di individuare lo stato dell’arte e le differenze tra le varie Regioni. Oggi a Genova, presso Castel Simon Boccanegra, durante l’evento (accreditato ECM) “Normo Days”, parte della Campagna di sensibilizzazione, è stato delineato il quadro della Liguria in materia di normodermia. Dall’indagine è emerso che nel 76% delle strutture liguri la temperatura corporea, prima dell’ingresso in sala operatoria, viene misurata raramente o mai; solo nel 38% dei casi viene effettuato il monitoraggio della temperatura corporea in sala operatoria. Nel 90% degli Ospedali non è presente un protocollo specifico per la prevenzione dell’ipotermia e il monitoraggio perioperatorio dei pazienti. Tra le ragioni dell’assenza di monitoraggio, quasi il 40% dichiara che non c’è interesse nella misurazione della temperatura mentre il 26% indica la non disponibilità di termometri e monitor per tutti i pazienti. “La misura intraoperatoria della temperatura, pur nella sua semplicità non è sempre agevole, anche se oggi si può disporre di strumenti più maneggevoli, accurati e meno invasivi. Siamo consapevoli dei risultati della survey effettuata da SIAARTI  circa il basso utilizzo della misura della temperatura intraoperatoria e che gli anestesisti sono invece più attenti nell’impiego di sistemi di riscaldamento del paziente e dei fluidi somministrati. Va ribadito che le due pratiche non devono assolutamente essere disgiunte. – spiega Angelo Gratarola, direttore del Dipartimento Emergenza – Accettazione Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione Ospedale Policlinico San Martino di Genova – La Centrale Regionale acquisti ha terminato da poco una gara nella quale sono inseriti presidi sia per la misura della temperatura che per il riscaldamento e perciò in Liguria sarà più facile aderire a questa  buona pratica clinica”.

Le complicanze associate all’ipotermia
L’ipotermia, oltre ad arrecare disagio al paziente comporta un aumento dell’incidenza di complicazioni associate all’ipotermia inattesa quali maggiore rischio di mortalità, necessità di emotrasfusione, degenze ospedaliere più lunghe, e aumento del rischio di infezione della ferita chirurgica, con conseguente aumento dei costi per gli ospedali.

“Normo Days”: da maggio fino al mese di novembre su tutto il territorio nazionale
La Campagna “Chirurgia senza Brivido” consiste in un percorso educativo volto alla diffusione delle Buone Pratiche Cliniche di SIAARTI in cui sono e saranno coinvolti capi dipartimento, primari di Anestesia e Rianimazione, Direzione sanitaria e Risk manager. “La SIAARTI è da sempre impegnata nella preparazione e divulgazione di protocolli, percorsi e linee guida adottabili in diversi setting, in cui è coinvolta la figura professionale dell’anestesista-rianimatore – spiega Antonio Corcione, presidente SIAARTI e primario della Uoc Anestesia e TIPO, Azienda Ospedaliera Dei Colli, “V. Monaldi” di Napoli – L’obiettivo di questa Campagna è fare informazione e formazione in modo da arrivare a un’omogeneità delle attività di competenza dell’anestesista su tutto il territorio nazionale.  Durante un intervento chirurgico, se non si attua un controllo della temperatura del paziente con gli strumenti adatti, è possibile andare incontro a un’ipotermia accidentale che espone il paziente a problemi clinici rilevanti. Nonostante tutti gli anestesisti conoscono l’importanza del monitoraggio della temperatura, se andiamo a vedere la realtà italiana, purtroppo riscontriamo una situazione a macchia di leopardo e molto deficitaria. Per questo motivo SIAARTI ha elaborato il documento di Buona Pratica Clinica sulla normotermia perioperatoria”. I Normo Days vedranno inoltre un momento di confronto in occasione del Congresso Nazionale SIAARTI, che si terrà dal 18 al 21 ottobre a Rimini, al fine di valutare le proposte e i progetti realizzati nelle tappe precedenti. Dopo Napoli, Milano, Roma, Bari, Nuoro, Palermo, Treviso, Torino e Genova  la Campagna la Campagna farà tappa a Rimini e Chieti/Pescara. Il programma completo dei Normo Days, con date e relatori di ogni incontro, può essere consultato sul sito www. siaarti.it nella sezione Corsi.

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