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Come l’agricoltura ha portato alla fragilità ossea

scheletro primati

Una recente ricerca, che ha coperto migliaia di anni di evoluzione, ha dimostrato che il nostro scheletro è divenuto molto più fragile e leggero dall’invenzione dell’agricoltura. Si tratta di un risultato che deriva dal nostro stile di vita sempre più sedentario, da quando siamo passati dalla ricerca itinerante del cibo all’agricoltura stanziale. Lo studio dimostra che, mentre i cacciatori-raccoglitori di 7000 anni fa circa avevano ossa la cui resistenza era pari a quella riscontrata nei moderni orangutan, gli agricoltori della stessa area geografica, ma vissuti 6000 anni più tardi, presentavano ossa significativamente più leggere e prone alla rottura. Negli antichi cacciatori, la massa ossea era superiore del 20% circa: si tratta della stessa differenza che una persona media perderebbe dopo aver vissuto per tre mesi in condizioni di assenza di gravità nello spazio.

Escludendo fattori alimentari, è stato concluso che questo cambiamento si deve semplicemente alla riduzione dell’attività fisica e si tratta di una tendenza preoccupante in quanto le persone oggi si muovono meno che mai. La chiave per avere ossa più forti, dunque, non è l’alimentazione, ma l’esercizio: non vi sono ragioni anatomiche per cui una persona di oggi non possa ottenere la resistenza ossea di un orangutan, ma anche il più attivo e sportivo di noi difficilmente sottoporrà il proprio fisico ad uno stress abbastanza intenso e frequente da vedere un risultato del genere. L’umanità contemporanea vive in un ambiente tecnologico e culturale incompatibile con il nostro adattamento evolutivo; ci sono stati sette milioni di anni di evoluzione degli ominidi per prepararsi all’azione e all’attività fisica per la sopravvivenza, ma è stato soltanto negli ultimi 100 anni che siamo diventati tanto sedentari. In pratica, stare seduti in macchina o davanti al computer non è ciò per cui ci siamo evoluti.

Esistono comunque anche altre teorie, in base alle quali gli esseri umani hanno sviluppato uno scheletro più leggero ed efficiente per selezione evolutiva diretta, e questa tendenza non sarebbe mai stata invertita. Tuttavia, abbiamo ancora il potenziale per divenire solidi come orangutan; semplicemente, non ci alleniamo abbastanza. (PNAS online 2014, pubblicato il 22/12)

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