Artrite reumatoide: nuove prospettive di cura. Pubblicati risultati studio fase 3

Secondo la World Health Organization, l’artrite reumatoide è una malattia cronica e debilitante che interessa 23,7 milioni di persone in tutto il mondo. Con la pubblicazione, su Arthritis and Rheumatology, dei risultati dello studio clinico registrativo di Fase 3 SELECT-COMPARE, si aprono nuove possibilità terapeutiche per i pazienti con artrite reumatoide da moderata a grave. Una percentuale significativamente maggiore di pazienti in upadacitinib che ha ottenuto la risposta ACR20 e la remissione clinica alla settimana 12 rispetto a placebo i principali endpoint raggiunti.

Le attuali raccomandazioni di trattamento dell’artrite reumatoide sottolineano l’importanza di stabilire come target terapeutico la remissione clinica e la bassa attività di malattia; ciononostante, molti pazienti che convivono con la malattia non ottengono tali risultati. Il raggiungimento della remissione clinica permette ai pazienti di tornare a vivere una vita normale e di ridurre la probabilità di danno articolare grave.

“Nel corso degli ultimi due decenni sono stati ottenuti progressi importanti nel trattamento dell’artrite reumatoide e la remissione clinica è diventata possibile per un maggior numero di persone che convivono con questa patologia”, ha affermato Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della Società Italiana di Reumatologia. “I risultati positivi dello studio SELECT-COMPARE sono estremamente incoraggianti, poiché dimostrano un impatto significativo sia su segni e sintomi di malattia che sulla progressione radiografica rispetto a placebo, oltre a evidenziare superiorità in termini di risposta ACR, dolore ed HAQ verso adalimumab, insieme a miglioramenti significativi in parametri importanti quali la remissione e la bassa attività di malattia”.

Lo studio ha valutato upadacitinib, molecola sviluppata da Abbvie, rispetto a placebo e ad adalimumab, in pazienti affetti da artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a grave che avevano avuto una risposta inadeguata al metotressato (MTX) e che rimanevano in trattamento di fondo con MTX a dose stabile.

I risultati hanno dimostrato che a 12 settimane i pazienti che hanno ricevuto upadacitinib (15 mg) una volta al giorno hanno raggiunto gli endpoint primari con tassi significativamente più elevati di risposta ACR20 e di remissione clinica (definita in base al punteggio DAS28-PCR [Disease Activity Score 28 C-Reactive Protein] <2,6) rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Il profilo globale di sicurezza di upadacitinib è risultato simile a quello di adalimumab, ad eccezione dei tassi più elevati di Herpes Zoster e di innalzamento dei valori di creatinfosfochinasi (CPK) segnalati per upadacitinib. Il profilo di sicurezza è risultato sovrapponibile a quello dei precedenti studi di Fase 3. Upadacitinib è un farmaco orale in fase di sperimentazione clinica che non è ancora stato approvato da alcuna autorità regolatoria.

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