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Arrivano i droni salvavita

Da giocattolo a oggetto di precisione, i droni vengono ormai impiegati in numerosi campi dalle consegne a domicilio a strumenti di ricerca in luoghi colpiti da catastrofi fino al campo cinematografico. Il nuovo impiego riguarda però l’ambito umanitario; a dimostrarlo è una serie di sperimentazioni in corso nel mondo, l’ultima delle quali è stata appena lanciata dall’Unicef nell’arcipelago di Vanuatu, nel sud del Pacifico, in cui verranno usati per distribuire vaccini nei villaggi remoti.

Il progetto
Vanuatu, che è formato da 83 isole su un’area lunga 1.600 chilometri, spiega l’agenzia Onu sul proprio sito, è il terreno ideale per testare le capacità dei droni, che dovranno portare i vaccini dalle tre isole principali alle altre abitate, ‘consegnandoli’ agli operatori sanitari. “Ogni isola ha molti villaggi remoti isolati – spiega Christian Vasquez dell’Unicef – Le persone vivono in gruppi familiari e non ci sono strade tra un villaggio e l’altro. Quando i nostri operatori cercano di portare i vaccini in queste aree spesso devono camminare per ore in montagna, sempre cercando di tenerli freddi”.

La sperimentazione, per la quale l’Unicef ha lanciato una richiesta formale di interesse alle compagnie di tutto il mondo, a cui almeno tre hanno già risposto secondo la rivista Ieee Spectrum, dovrebbe secondo Vasquez provare che il sistema con i droni è grado di rendere più veloce la distribuzione in maniera economicamente sostenibile, e se andrà a buon fine il modello potrebbe essere esportato in contesti simili. Questo per i vaccini si aggiunge a una serie di test in corso in tutto il mondo sulle applicazioni di questi dispositivi per la salute, che si affiancano a quelli per usi ‘civili’ come la consegna di merci, dai pacchi di Amazon alle pizze.

In Rwanda e Tanzania ad esempio la distribuzione del sangue per le trasfusioni e di farmaci salvavita avviene già con i droni, e la casa produttrice ha richiesto l’autorizzazione per iniziare il servizio anche negli Usa. Diverse compagnie, tra cui la start up della Silicon Valley Matternet, hanno già testato droni che consegnano kit di emergenza in aree devastate da disastri naturali, come Haiti, ma le applicazioni potrebbero riguardare anche contesti ‘urbani’. Un recente studio pubblicato su Jama, ad esempio, del Karolinska Institute di Stoccolma ha dimostrato che i droni sono molto più veloci delle ambulanze nel far arrivare un defibrillatore ad una persona colpita da arresto cardiaco in un contesti urbano.

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