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Anestesia: luce blu contro l’effetto jet lag

Uno specifico trattamento a luce blu potrebbe aiutare a contrastare il classico “effetto jet lag” che si verifica dopo un’anestesia generale e quindi potrebbe di conseguenza ridurre i tempi di degenza in ospedale. A sostenerlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda i cui risultati sono stati presentati al convegno del Collegio degli Anestesisti di Australia e Nuova Zelanda (Anzca),  a Kuala Lumpur.

Fissare la luce blu del telefonino o dello schermo del computer a tarda notte può compromettere definitivamente l’orologio biologico, ma la stessa luce può accelerare la guarigione dopo un intervento chirurgico importante. Essere sottoposto ad anestesia può infatti distorcere significativamente l’orologio biologico dei pazienti, mentre giacciono privi di sensi per ore su un lettino di sala operatoria. Quando si svegliano pensano che il tempo non sia trascorso, con un effetto simile al jet lag, ma la luce blu ristabilisce l’orologio biologico, spiega Guy Warman del Dipartimento di Anestesiologia dell’università.

L’equipe ha testato gli effetti della luce blu su api da miele anestetizzate, prima di passare alle sperimentazioni umane. Sono stati quindi ingaggiati 40 donatori di reni: a meta’ di loro hanno fatto indossare occhiali a mascherina che emettevano flash di luce blu attraverso le palpebre chiuse per pochi secondi ogni 30 secondi, mentre gli altri donatori indossavano occhiali che emettevano luce rossa, un placebo che non ha effetti significativi sull’orologio biologico.

I donatori di reni erano i soggetti ideali per lo studio, essendo in ottima salute prima di entrare in sala operatoria, a differenza della maggior parte dei pazienti la cui cattiva salute poteva aver già impattato sugli schemi di sonno. I ricercatori hanno monitorato la temperatura corporea, il tasso di melatonina e i tempi di sonno e veglia. E hanno osservato che i pazienti sotto la luce rossa subivano un effetto di jet lag dopo l’operazione, mentre i pazienti sotto la luce blu sentivano molto meno l’effetto e la loro degenza in ospedale era in media inferiore di mezzo giorno, tre giorni e mezzo contro quattro.

“Abbiamo mostrato che la luce blu riduce la distorsione dell’orologio biologico che si verifica dopo anestesia e chirurgia”, riferisce Warman, aggiungendo che il risultato più notevole è stato il tempo di guarigione più breve. “Ricerche recenti indicano che la luce blu a tarda notte può far scattare un jet lag perpetuo, mentre “di mattina è ottima per mantenere regolato l’orologio biologico”, aggiunge lo studioso.

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