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Alzheimer: ‘immortalate’ in HD le cause genetiche

E’ opera di uno studio internazionale  condotto su oltre 94.000 persone l’immagine in alta definizione delle cause genetiche dell’Alzheimer, in grado di mostrare anche le varianti genetiche più rare legate alla malattia. Pubblicata su Nature Genetics, la ricerca ha permesso di confermare il ruolo di 20 varianti genetiche già note scoprendone altre cinque nuove.

Il gruppo
A portare alla riuscita dello studio è stato il lavoro di oltre 300 gruppi di ricerca europei e americani, riuniti nel consorzio International Genomic Alzheimer’s Project (Igap) a cui partecipa anche l’Università Statale di Milano con Elio Scarpini, docente del Dipartimento di Fisiopatologia e Trapianti, e Daniela Galimberti, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche e del Centro Dino Ferrari.

I risultati
La ricerca ha confermato il ruolo di diversi geni identificati già in precedenza come fattori di rischio per l’insorgenza dell’Alzheimer (come quelli legati al metabolismo dei lipidi, della proteina beta amiloide e della proteina Tau), ma sono stati anche identificati nuovi geni candidati, fortemente associati all’infiammazione e all’immunità.

“I risultati che abbiamo ottenuto sottolineano come l’immunità di base, se alterata, abbia importanti ripercussioni sull’insorgere della malattia”, spiega Galimberti. “I risultati – prosegue Scarpini – confermano che i meccanismi causali della malattia di Alzheimer hanno una significativa componente immunologica, con importanti implicazioni per le future strategie terapeutiche”.

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