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Allarme FAO: la pesca globale sta diventando insostenibile

(Thomson Reuters Foundation) – Un terzo degli oceani nel mondo è sovrasfruttato e il consumo di pesce è ai massimi storici: dati che sollevano timori sulla sostenibilità di una fonte chiave di proteine per milioni di persone in tutto il mondo. A lanciare l’allarme è un rapporto della FAO, Secondo il documento, il sovrasfruttamento sarebbe particolarmente grave in alcune parti del mondo in via di sviluppo, dove già molte persone fanno fatica a procurarsi abbastanza cibo nutriente per sfamarsi. “C’è bisogno di un maggiore impegno da parte dei governi per migliorare la regolamentazione della pesca”, ha dichiarato Manuel Barange, direttore del dipartimento di pesca e acquacoltura della FAO. “Prevediamo che l’Africa dovrà importare pesce in futuro”, ha aggiunto l’esperto, sottolineando che la carenza potrebbe portare a prezzi più elevati, che colpiranno in modo sproporzionato i più poveri.

Lo scenario
L’Africa, in realtà, avrebbe grandi potenzialità per lo sviluppo dell’acquacoltura, che insieme alla piscicoltura è il settore in più rapida crescita negli ultimi 40 anni, ma ha bisogno di sostegno in termini di finanziamenti, alimentazione per i pesci e attrezzature. Così, in Algeria il governo sta incoraggiando gli agricoltori del deserto del Sahara ad allevare pesce, anche se alcuni osservatori sostengono che queste pratiche possono danneggiare l’ambiente e aprire le porte aspecie invasive. La soluzione,secondo Barange, è “avere una legislazione e un monitoraggio adeguati”. A livello globale, la percentuale di stock pescati è salita a 33,1 % nel 2015 da 31,4 % del 2013 e 10% del 1974. il consumo di pesce ha raggiunto il massimo storico di 20,2 chili a persona dai nove chili nel 1961 e ulteriori aumenti sono attesi dal momento che i consumatori attenti alla salute fanno largo uso di pesxe. Attualmente, 3,2 miliardi di persone fanno affidamento sul pesce per quasi il 20% dell’apporto di proteine animali. A fare la differenza potrebbe essere, allora, la riduzione delle perdite e gli sprechi, per rendere sostenibile una pesca che attualmente vede circa il 35% delle catture gettate via.

Fonte: FAO
Thin Lei Win
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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