260 – Delli Carri (GSK): “Sotrovimab è innovativo nel suo approccio di sviluppo e per il suo meccanismo d’azione”

Alessia Delli Carri
Alessia Delli Carri

Un anticorpo monoclonale con un meccanismo d’azione innovativo in grado di adattarsi all’evoluzione della patologia Covid-19. È sotrovimab, sviluppato da GSK in piena emergenza pandemica. Abbiamo approfondito il meccanismo di azione del farmaco e il suo impiego con Alessia Delli Carri, Medical Liaison Head. Parte del team anche Lara Galluccio, Medical Lead, Federica Piccolo, Market Access Manager, Alessio La Rosa, Commercial Lead, Marco Persichini, Senior Brand Manager, Tomas Furtado Lemon, Marketing Support e Massimo Ascani, External Communications Director

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
GSK sin dall’inizio della pandemia ha dimostrato il suo impegno nella gestione dell’emergenza da Covid-19 cercando soluzioni terapeutiche per fronteggiare la pandemia in modo rapido ed efficace, tramite due modalità: scouting interno di molecole disponibili che, per il loro meccanismo d’azione, fossero utilizzabili nella patologia e accordi in sinergia con aziende esterne per il co-sviluppo di molecole. Questo approccio ha permesso di sviluppare in modo veloce e sicuro molecole i cui risultati clinici sono stati resi disponibili già nel Marzo 2021.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Sotrovimab è un anticorpo monoclonale utilizzato nell’early treatment della Covid-19. I pazienti eleggibili sono: positivi alla Covid-19, paucisintomatici, con insorgenza dei sintomi da massimo una settimana e con fattori di rischio che li espongono ad una rapida progressione verso la malattia grave.

Perché ritiene sia innovativo?
Sotrovimab è un farmaco innovativo per due aspetti principali: nel suo approccio di sviluppo e per il suo meccanismo d’azione. Per quanto riguarda il primo aspetto, nonostante sia stato sviluppato nel pieno della prima fase pandemica e quindi in un contesto di inusuale emergenza e contingenza, si è scelto di essere lungimiranti e disegnare l’anticorpo considerando uno scenario pandemico/endemico di lungo termine prendendo in considerazione ciò che poi è effettivamente stata la sfida più difficile: l’insorgenza delle varianti virali. Da questa scelta di sviluppo consegue il secondo aspetto di innovazione che riguarda il meccanismo d’azione: sotrovimab si lega ad un epitopo altamente conservato della proteina Spike, già presente nel virus Sars-CoV-1, presente all’interno del Receptor Binding Domain, ma al di fuori del Receptor Binding Motif che è la zona maggiormente suscettibile alle mutazioni del virus. Questo conferisce potenzialmente all’anticorpo un’elevata barriera alla resistenza, caratteristica che è stata poi validata in quanto è stata mantenuta l’efficacia, nel corso della pandemia, contro tutte le varianti circolanti. Considerando sempre il meccanismo d’azione, sotrovimab ha altre due caratteristiche che ne potenziano l’efficacia: una mutazione che conferisce un’aumentata emivita e l’inserimento della funzione effettrice che permette all’anticorpo di stimolare una risposta immunitaria che coadiuva quella dell’organismo e che potenzia, tramite due meccanismi cellulari, la rimozione e inattivazione del virus. L’insieme di queste caratteristiche rende sotrovimab un anticorpo monoclonale con un meccanismo d’azione innovativo in grado di adattarsi all’evoluzione della patologia.

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’efficacia e la sicurezza di sotrovimab è stata dimostrata sia in studi clinici che nella pratica clinica, in quanto è l’anticorpo monoclonale ad oggi più usato in Italia nell’early treatment. Il prossimo obiettivo è valutarne l’efficacia e la sicurezza in altri due setting di malattia ad alto unmet need: (i) l’uso in profilassi pre-esposizione in soggetti con fattori di rischio di progressione a gravi forme di malattia e (ii) nel paziente positivo alla Covid-19 con insufficienza respiratoria e ospedalizzato che non può più usufruire delle terapie in early treatment perché la malattia è già progredita. Lo sviluppo in tutti gli spettri della malattia da Covid-19 permetterebbe di avere un’opzione terapeutica utilizzabile a seconda del bisogno.

Quali ritiene siano gli unmet need di questa area terapeutica?
Considerata la velocità con cui il virus Sars-CoV-2 è evoluto e come ci si è ritrovati a rincorrere l’evoluzione della pandemia, un grosso unmet need resta il cercare di precedere la sua evoluzione tramite lo studio del virus e lo sviluppo di strategie terapeutiche che riescano a restare efficaci nel tempo.



SICS Srl | Partita IVA: 07639150965

Sede legale: Via Giacomo Peroni, 400 - 00131 Roma
Sede operativa: Via della Stelletta, 23 - 00186 Roma

Popular Science Italia © 2022