#lsea2025

Lung League

Marco Gogliucci

Il progetto “Lung League” nasce per promuovere un approccio realmente olistico alla gestione del paziente respiratorio, integrando aggiornamenti scientifici, tecnologie emergenti e strumenti pratici nella cura dell’asma e della BPCO. A realizzarlo è stata GSK e noi ne abbiamo parlato con Marco Gogliucci, Brand Manager General Medicines. Parte del team anche Annamaria Amodio e Matteo Guzzon, Brand Manager General Medicines; Damiano Boscaro, Brand Manager Specialty; e Riccardo Corradini, Brand Manager Vaccini

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea nasce dall’esigenza di integrare conoscenze e strumenti emergenti in un approccio realmente olistico alla gestione del paziente respiratorio. Negli ultimi anni abbiamo assistito a cambiamenti importanti nelle linee guida (GOLD, GINA), all’introduzione di nuove opzioni terapeutiche. Questi elementi richiedono un confronto multidisciplinare, aggiornamenti pratici e strumenti per trasferire le evidenze nella pratica clinica quotidiana. Il progetto, quindi, ha avuto come obiettivo quello di fornire ai professionisti coinvolti elementi utiliti a migliorare presa in carico del paziente con asma e BPCO. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
È stato un evento residenziale articolato in sessioni teoriche di aggiornamento e confronto, seguite da workshop pratici. Le sessioni teoriche hanno approfondito i seguenti temi fondamentali: la prevenzione vaccinale, le nuove strategie terapeutiche nella BPCO e nell’ asma, oltre all’applicazione dell’intelligenza artificiale in pneumologia. I workshop hanno favorito la discussione di casi clinici, la condivisione di percorsi decisionali e l’implementazione pratica delle raccomandazioni e delle tecnologie presentate. 

Che risultati avete o volete raggiungere?
Gli obiettivi sono multipli e complementari: 

  • Migliorare la qualità della cura, promuovendo pratiche basate sulle più recenti evidenze e linee guida. 
  • Aumentare la consapevolezza dell’importanza della prevenzione vaccinale nei pazienti respiratori. 
  • Favorire l’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale per supportare diagnosi e decisioni terapeutiche.  

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Educazione continua e trasferimento delle evidenze nella pratica quotidiana, per colmare il gap tra linee guida e realtà clinica. Migliore integrazione tra prevenzione vaccinale e gestione delle malattie respiratorie: campagne informative mirate, sistemi di recall e collaborazione tra specialisti e medicina di base. Approccio multidisciplinare e centrato sul paziente in modo da migliorare anche l’aderenza terapeutica. 

Qual è l’aspetto principale degli Stand Alone Events che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La componente educativa applicata e interattiva: eventi che non si limitano a presentazioni frontali ma offrono workshop pratici, case discussion, simulazioni decisionali e strumenti operativi saranno sempre più preziosi. Inoltre, la misurabilità dell’impatto formativo e l’attenzione all’integrazione digitale e alla continuità educativa tramite followup postevento renderanno questi eventi strumenti efficaci per migliorare realmente la cura del paziente respiratorio.



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