227 – Falsetto (Angelini): “Occorre incrementare i progetti mirati a migliorare l’esperienza del paziente verso la sua patologia e la sua qualità di vita”

Nathalie Falsetto

Utilizzare una attività fisica come l’ippica per scopi terapeutici. È questa l’idea alla base del progetto realizzato da Angelini “Mind’s Ride” e dedicato ai pazienti con schizophrenia. Abbiamo approfondito l’argomento con Nathalie Falsetto, CNS Medical Affair Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Nasce dal concetto di patients’ centricity, che è il driver delle attività della direzione medica.
Molte delle nostre attività sono mirate non solo al supporto di un prodotto ma anche e soprattutto al migliorare la patients’ experience che è qualcosa che prescinde, come in questo caso, il farmaco stesso.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Ai pazienti affetti da schizofrenia.

Potrebbe descrivercelo brevemente?
La schizofrenia porta inevitabilmente il paziente ad avere delle difficoltà relazionali con un conseguente distanziamento sociale. Il progetto è quello di coinvolgere i pazienti con l’ausilio di team di esperti e di un provider in un’attività sportiva come l’ippica che porti con sé anche l’esperienza del rapporto con il cavallo, in molti casi ritenuta terapeutica.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Un miglioramento dell’interazione e della socialità dei pazienti e, attraverso l’input verso una maggiore attività fisica, indirettamente il miglioramento dei parametri metabolici spesso compromessi dalla patologia e dai trattamenti utilizzati.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Sicuramente incrementare i progetti di questo tipo mirati a migliorare l’esperienza del paziente verso la sua patologia e a migliorare la qualità di vita.

Qual è l’aspetto principale della Patient Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’implementazione di nuove tecnologie come le APP di monitoraggio e di supporto alla terapia, o facilitare la condivisione nei gruppi e nelle associazioni. Questo al fine di facilitare la partecipazione dei pazienti a tutto ciò che riguarda la propria malattia, dalla ricerca alla scelta delle terapie, passando per l’impegno in prima persona nei gruppi di supporto.