221 – Fares-Mohoric (Angelini): “Costruire un futuro prendendosi cura della vita promuovendo la miglior salute mentale e la miglior gestione del dolore”

Giovanni Fares
Marco Mohoric
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Al Dio ignoto

Un progetto rivolto a pazienti, caregiver e non solo che tratta un tema molto forte come quello delle cure palliative e lo fa con un film. È “Al Dio ignoto”, pellicola prodotta da Kineofilm in collaborazione con Angelini. Ne abbiamo parlato con Giovanni Fares, Franchise Lead Prescription Medicines e Marco Mohoric Digital Medicines Customer Engag Manager di Angelini

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Un’azienda farmaceutica nel mettere il paziente al centro del proprio impegno ha bisogno di progetti come questo. Nella gestione della salute mentale e nel trattamento del dolore, Angelini profonde i suoi più alti impegni e senza dubbio nelle terapie di supporto, tema centrale del progetto, la gestione del dolore e della salute mentale sono paradigmi fondamentali.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il film “Al Dio ignoto” affronta il tema delle cure palliative provando a togliere dal termine “palliativo” lo stigma del “non c’è più nulla da fare”. Le cure palliative o terapie di supporto riguardano l’insieme di trattamenti in grado di migliorare la salute fisica (es: gestione del dolore, nausea, sonno) e mentale (es: ansia, depressione) dei pazienti e dei loro parenti. Il progetto si rivolge quindi sia a chi non ha saputo trovare ragione del proprio dolore, sia a chi vuole sapere che ricevere una giusta cura ed avere sempre accesso alla terapia del dolore è un diritto, un atto di dignità e rispetto verso la vita stessa.

Potreste descriverlo brevemente?
L’idea di sponsorizzare il film è stata da subito presa in considerazione da Angelini Pharma che è riuscita a ritagliarsi il ruolo di unica azienda farmaceutica a partecipare alla produzione. “Al Dio ignoto”, una produzione Kineofilm, parte dal presupposto che la paura della morte è una delle esperienze più umane che esistano. Nessuno vorrebbe pensarci, nessuno vorrebbe trovarvisi faccia a faccia, ma arrivano dei momenti in cui il confronto con ciò che ci aspetta diventa una costante quotidiana. Lavora su questo, e su molti altri livelli, “Al Dio ignoto”, diretto da Rodolfo Bisatti con Paolo Bonacelli e Laura Pellicciari. Il film, tra i tanti, ha soprattutto un merito: portare alla luce il dramma dell’elaborazione del lutto in una società che ci ha abituati a guardare sempre e solo al domani.

Che risultati avete o volete raggiungere?
A Dicembre 2019 il film, riconosciuto di interesse culturale dal Ministero dei beni e della attività culturali, già in fase di produzione ha raccolto molteplici patrocini, fra cui quello della SICP (Società Italiana delle Cure Palliative) che lo ha presentato in anteprima al Museo MAXXI di Roma alla presenza della presidente della fondazione MAXXI, Giovanna Melandri. Da Maggio 2020 il film è disponibile sulla piattaforma Chili e ha già raccolto pareri favorevoli dalla critica nazionale. A Luglio 2020 è iniziato il tour in cui il film è stato presentato all’interno di festival nazionali ed internazionali (Barciff Indie Filmmakers Fest – Barcelona, Cana Film Festival – Singapore, International Cult Film Festival – Mumbai) e serate di cineforum dedicate.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Ancora troppo diffusa è l’idea che le cure palliative siano interventi destinati ad aiutare le persone a morire, quando sono invece essenziali per aiutarle a vivere con dignità la loro malattia. Nella nostra società questo tema è centrale e quanto mai attuale dopo un periodo dove è stata proprio una malattia a farci sentire spesso più soli e meno ascoltati. “Rubare” anni alla morte non è tanto importante quanto dare dignità alla vita. Aprendo il portale Angelini Pharma si legge “Making the Future…caring for life”. Angelini vuole costruire un futuro prendendosi cura della vita e lo fa promuovendo la miglior salute mentale e la miglior gestione del dolore.

Qual è l’aspetto principale del Communication & PR che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Prestare attenzione ai canali da utilizzare per veicolare il giusto messaggio al giusto target. Ognuno di noi nei prossimi anni sarà in grado di crearsi un proprio ecosistema con il quale interagire quotidianamente. Cambierà il paradigma messaggio-target che per anni ha guidato la comunicazione ed assisteremo ad un ribaltamento di questo concetto in cui ciascuno di noi diventerà il media manager della propria esperienza di comunicazione.
In tale contesto, si assisterà necessariamente ad un marketing sostitutivo in cui l’impegno sociale al servizio della collettività diventerà il messaggio principale che identificherà il brand o l’azienda e in cui i nuovi canali emergenti dovranno essere presi da subito in considerazione per continuare a garantire la fruizione di un’esperienza personalizzata.