217 – Lucatelli-Di Lucchio: “La chiave non sarà solo la terapia né la malattia, ma la persona nella sua interezza e nella sua rete di relazioni”

Domenico Lucatelli
Giulia Di Lucchio
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Aiutare il paziente con schizofrenia a rispettare la propria aderenza terapeutica anche grazie ad un servizio di home delivery. Questo è solo uno degli aspetti che compongono il progetto “TrovarSi” realizzato da Angelini. Ne abbiamo parlato con Domenico Lucatelli Market Access Manager Angelini Pharma Italia e Giulia Di Lucchio CNS Medical Science Liaison Angelini Pharma Italia. Fanno parte del team anche Michela Procaccini, Medico Pediatra e Italy Medical Director Angelini Pharma Italia e Nathalie Falsetto Medico Endocrinologo CNS Medical Affairs Manager Angelini Pharma Italia

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il paziente con una patologia cronica come la schizofrenia ha, nella maggioranza dei casi, un atteggiamento passivo, rinunciatario, dubbioso rispetto alla terapia farmacologica intrapresa. Molti studi rivelano che la bassa aderenza terapeutica è la causa principale di inefficacia delle terapie farmacologiche. Nasce così TrovarSi, un servizio innovativo volto a migliorare l’aderenza terapeutica, l’incremento dell’efficacia della terapia e della qualità della vita dei pazienti con schizofrenia. TrovarSi dimostra l’attenzione di Angelini Pharma ai bisogni dei pazienti e la volontà di fornire strumenti innovativi di supporto alle cure.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Ai pazienti con schizofrenia in trattamento con lurasidone.

Potreste descrivercelo brevemente?
TrovarSi è il primo Patient Support Program, volto a migliorare l’aderenza terapeutica e promuovere il corretto controllo della terapia. TrovarSi, ad oggi operativo in Lombardia, Marche, Abruzzo e Sardegna, è un servizio che consente al paziente di farsi consegnare il farmaco a domicilio, o di prenotare il ritiro all’interno della farmacia più conveniente. Il paziente può attivare TrovarSi chiamando un numero verde e operatori specializzati lo supporteranno nella scelta della modalità di servizio più adatta. Inoltre, attraverso l’attivazione del “promemoria farmaco”, il paziente potrà riattivare il servizio al fine di migliorare la compliance terapeutica. L’obiettivo di TrovarSi è quello di garantire a pazienti con schizofrenia in terapia con lurasidone l’aderenza terapeutica e promuovere il corretto controllo della terapia. Il paziente è il perno di una rete di supporto integrata, volta a migliorare la qualità di vita, la compliance e l’efficacia della terapia.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Abbiamo avuto una risposta sorprendente: nel primo giorno di attivazione del servizio dopo solo due ore già i primi pazienti erano entrati in contatto con TrovarSi. Ad oggi abbiamo gestito oltre 100 richieste, il 62% delle quali sono state effettuate direttamente dai pazienti. Il 58% delle richieste ha coinvolto il servizio di home delivery e il 52% ha aderito al “promemoria farmaco”. Come indicatore di prestazione abbiamo anche attivato un questionario di soddisfazione che evidenzia un altissimo gradimento del servizio.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
I Patient support program (PSP) rappresentano una realtà consolidata per migliorare la patient experience. Oggi vediamo un proliferarsi di PSP che prevedono l’utilizzo di tool digitali. Secondo noi il next step potrebbe essere quello di rendere i PSP una parte integrante del percorso di cura, così da fornire al professionista sanitario uno strumento che in tempo reale possa monitorare l’aderenza terapeutica e la situazione clinica del paziente.

Qual è l’aspetto principale del Patient Support Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
I Patient support program digitali consentiranno di garantire un approccio sempre più patient centric. La chiave non sarà solo la terapia né la malattia, ma la persona nella sua interezza e nella sua rete di relazioni che diventano anch’esse di fondamentale importanza nella cura. La rete di supporto costruita intorno al paziente sarà sempre più costituita da personale sanitario e non, in grado di prendersi carico del paziente a 360 gradi. In particolar modo, i PSP digitali punteranno a creare un percorso costante di patient engagement e phisycian empowerment mediante un processo integrato di servizi professionali e digitali facilmente utilizzabili e multicanali.