211 – Marchetti (GSK): “Per garantire la protezione della popolazione con tutte le vaccinazioni previste è necessario un impegno collettivo”

Developing
communication
tools on
rotavirus vaccination
to support family paediatricians
in Italy

Federico Marchetti

Un progetto appositamente disegnato per supportare il Pediatra di Famiglia nell’informazione dei genitori sulla vaccinazione contro i rotavirus. A realizzarlo è stato da GSK che ha saputo unire la sua esperienza sulla vaccinazione con le competenze sulle dinamiche di comunicazione sia in ambiente di lavoro, con la società Choralia, che nel rapporto medico-paziente, con la Psicologia clinica, Università di Milano. A questo ha aggiunto l’esperienza nel contesto della Pediatria di Famiglia con la Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMP. Ne abbiamo parlato con Federico Marchetti, Senior Medical Advisor di GSK

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
In generale, i principali ostacoli che si trovano ad affrontare i genitori indecisi in merito alla vaccinazione dei propri figli sono legati alla sicurezza e alla tollerabilità dei vaccini, inclusi quelli contro i rotavirus. Il Pediatra di Famiglia è la figura di riferimento per fugare i loro dubbi. Da qui l’idea di sviluppare le sue competenze sulla comunicazione in ambito vaccinale. Naturalmente, le competenze acquisite nell’ambito del progetto torneranno utili al pediatra anche per argomenti diversi dal rotavirus, magari in situazioni critiche che richiedono particolare impegno nella relazione con il genitore.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Alla pediatria di famiglia, in particolare a quei pediatri che hanno desiderio di miglioramento continuo delle loro capacità di comunicazione con le famiglie dei loro assistiti.

Potrebbe descriverlo brevemente?
I contenuti scientifici essenziali sulla vaccinazione contro il rotavirus sono stati declinati in forma di breve testo e video-tutorial strutturati secondo il modello degli Stili Sociali. Tali strumenti permettono al pediatra di sviluppare maggiore consapevolezza del proprio stile comunicazionale, incrementando così la sua capacità di comunicazione. Inoltre, sono stati sviluppati due Moduli Formativi su una piattaforma digitale ad elevata interattività che aiutano nella gestione delle obiezioni da parte dei genitori corredati da esempi pratici.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto completo è liberamente consultabile sul sito della FIMP. Gli strumenti di progetto sono stati impiegati nell’ambito di eventi residenziali accreditati ECM e verranno a breve resi disponibili da FIMP sotto forma di FAD, sempre accreditata ECM. Il progetto è stato anche oggetto di comunicazione scientifica al XV Vaccine Congress 2021 ed è stato sottomesso ad una rivista peer reviewed per pubblicazione. Il prossimo obiettivo è quello di raggiungere un’ampia adesione al progetto da parte dei Pediatri di Famiglia per supportarli nella comunicazione sulle vaccinazioni, in particolare quella contro i rotavirus.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’esitazione vaccinale, così definita dall’OMS, rimane un problema diffuso anche in Italia. Al fine di garantire la protezione della popolazione con tutte le vaccinazioni previste dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (tra i migliori d’Europa) è necessario un impegno collettivo, che vede in prima linea Istituzioni sanitarie, Società scientifiche, Associazioni mediche e l’industria farmaceutica. Solo mettendo insieme tutte queste competenze sarà possibile arginare l’esitazione vaccinale incrementando il livello di salute della popolazione generale.

Qual è l’aspetto principale della Scientific Collaboration che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La Scientific Collaboration si pone come uno strumento flessibile con il quale è possibile esplorare nuovi ambiti di collaborazione tra aziende farmaceutiche e organizzazioni sanitarie, generando innovazione. Considerando il radicale cambiamento atteso alla luce del PNRR, la Scientific Collaboration può costituire una sorta di “incubatore” per individuare e sperimentare nuove soluzioni organizzative a maggiore efficienza.



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