205 – Samele (GSK): “L’impegno di GSK in emato-oncologia è importante con investimenti significativi in ricerca e sviluppo”

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belantamab mafodotin negotiation

Riccardo Samele
Riccardo Samele

Belantamab mafodotin è il primo farmaco-anticorpo coniugato per il mieloma multiplo ad avere come target il BCMA. A realizzarlo è GSK e noi abbiamo parlato di questa importante innovazione con Riccardo Samele, Market Access Lead. Fanno parte del team anche Matthew Joseph Diliberto, Market Access Manager Hematology, e Giulia Speranza, Value Evidence and Outcomes Manager

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
L’impegno di GSK in emato-oncologia è importante, con investimenti significativi in ricerca e sviluppo in questa area caratterizzata da importante unmet medical need. Il programma di trial clinici DREAMM rappresenta un’ambiziosa iniziativa condotta da GSK per esplorare le potenzialità di belantamab mafodotin in monoterapia e in combinazione con altri farmaci.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Belantamab mafodotin è un prodotto rivolto in particolare a pazienti che hanno esaurito le attuali opzioni terapeutiche, essendo già esposti e refrattari alle principali classi di farmaco (immunomodulatori, inibitori del proteosoma e anti-CD38) utilizzate nelle prime linee di trattamento del mieloma multiplo.

Perché ritiene sia innovativo?
Belantamab mafodotin è il primo farmaco-anticorpo coniugato per il mieloma multiplo ad avere come target il BCMA. Grazie al suo un meccanismo, unico tra i farmaci attualmente commercializzati, rappresenta una preziosa innovazione a supporto di clinici e pazienti.

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’impegno di GSK è quello di rendere Belantamab mafodotin disponibile a tutti quei pazienti che possano beneficiarne, estendendone l’utilizzo nelle linee di terapia precedenti alla quinta linea e ampliandone ulteriormente l’utilizzo in combinazione con altri farmaci.

Quali ritiene siano gli unmet need di questa area terapeutica?
I pazienti affetti da mieloma multiplo, con il susseguirsi delle ricadute e dei trattamenti, diventano refrattari alle principali classi di farmaci disponibili. La refrattarietà limita dunque la scelta delle alternative terapeutiche dall’efficacia soddisfacente, esacerbando il bisogno terapeutico in questa area. Belantamab mafodotin, con il suo meccanismo d’azione unico tra i farmaci in commercializzazione, mitiga il pesante unmet medical need in questo setting così difficile da trattare



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