204 – Garziera (Johnson & Johnson): “Lo sviluppo di tecnologie digitali stand-alone avrà sempre meno valore a favore di veri e propri ecosistemi integrati”

Gianluca Garziera

Una piattaforma rivolta al personale medico impegnato nella cura dei pazienti Covid per garantire i livelli di sicurezza necessari. È SPI COVID progetto realizzato da Johnson & Johnson e di cui abbiamo parlato con Gianluca Garziera alla guida del Digital Health EMEA per Johnson & Johnson – Ethicon e la Digital Transformation per MD Italia. Il team interfunzionale di progetto ha visto la partecipazione di Niola Isidoro, Legal Director, Cristina Bonvicini, Customer Solution Manager, Armando Alesi, HCC Officer, Peter Pretnar, Cluster Sales Lead, Anna Sartorelli, PM Clinical Solution e Stefano Pagnucco, Regional Account Director

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Durante la prima ondata pandemica l’ascolto dei clienti sui nuovi bisogni nati nel contesto d’emergenza ha indentificato un limite di capacità di trattamento dei pazienti Covid che ha portato alla riorganizzazione dei processi e del personale. Conseguentemente sono nate la necessità di educare gli staff sanitari sui nuovi modelli e percorsi (vestizione) al fine di garantire la sicurezza degli stessi e dei pazienti.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche e private.

Potrebbe descriverlo brevemente?
La gestione dei pazienti Covid è impegnativa e deve coprire più processi in modo agile, inclusi indossare e togliere dispositivi di protezione individuale o liste di controllo e procedure relative al paziente. La piattaforma tecnologica di SPI viene applicata per aiutare gli ospedali a fornire un’elevata qualità dell’assistenza e supporto per garantire la sicurezza del paziente e del personale nel trattamento dei pazienti Covid grazie alla presenza di un Workflow digitale pre-costituito sulla base delle linee guida e delle evidenze disponibili e di un Player, visualizzabile su qualunque dispositivo della struttura tramite web, che guida il team a seguire il workflow previsto.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Aumentare la consapevolezza sui dispositivi di protezione individuale; supportare l’applicazione coerente di flussi di lavoro e procedure standard; supportare la formazione e l’istruzione degli operatori sanitari, nonché l’onboarding di nuovi membri del team di sala operatoria. Nel 2020la nostra piattaforma è stata implementata in due grandi ospedali italiani.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
La standardizzazione e il monitoraggio dei processi di erogazione delle cure della sala operatoria sono alla base del miglioramento delle performance e della qualità dei trattamenti per il paziente. Un approccio basato sul valore che vede nella tecnologia lo strumento per generare dati relativi ai percorsi di cura ed il “journey” del paziente è l’area su cui il nostro sistema deve e può ancora migliorare avendo al centro gli esiti e la valutazione degli stessi.

Qual è l’aspetto principale del Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’integrazione tra ospedale come luogo fisico di cura e gli “spazi di cura virtuali” creando interconnessioni grazie a tecnologie che generano dati utili a guidare il miglior decision-making nella cura delle patologie. Lo sviluppo di tecnologie digitali stand-alone avrà sempre meno valore a favore di veri e propri ecosistemi integrati intorno al paziente. Per arrivare a ciò è comunque necessario che si testino le tecnologie disponibili per capirne l’impatto e cominciare ad avere nuovi processi integrati.