Device
inalatorio
ricaricabile

Alessandro Rosati
Alessandro Rosati

Un device inalatorio, privo di propellenti, basato esclusivamente su energia meccanica, e soprattutto ricaricabile. A realizzare questo dispositivo per la cura di BPCO e asma è Boehringer-Ingelheim e noi ne abbiamo parlato con Alessandro Rosati, Marketing Lead Respiratory. Parte del progetto anche Marco Barone, Brand Manager Respiratory e Chiara Cabutti, Marketing Internship.

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
Quest’anno Boehringer-Ingelheim Italia compie 50 anni e l’impegno in ambito respiratorio caratterizzato da subito la nostra azienda. Questo si identifica tanto nelle molecole frutto della Ricerca e Sviluppo, tanto nello sviluppo di device innovativi e user firendly a tecnologia sempre maggiore. 

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Il nostro prodotto si rivolge a pazienti affetti da Asma e BPCO.

Perché ritiene sia innovativo?
Il nostro dispositivo è un device inalatorio, privo di propellenti (basato esclusivamente su energia meccanica) e attualmente è l’unico ad essere ricaricabile.

Che risultati avete o volete raggiungere?
In Italia più di 5 milioni di pazienti soffrono di BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), una patologia con enorme impatto sulla vita dei pazienti ma non solo. Infatti, la terapia deve essere erogata mediante un inalatore (solitamente) in plastica che va sostituito ogni mese. Ragionando in termini assoluti, il consumo potenziale di inalatori all’anno in Italia è di 60 milioni, con i conseguenti costi, economici e di risorse, di produzione, gestione e smaltimento. Pensate ora a come cambierebbero i numeri se anziché di 12 inalatori l’anno, ogni paziente ne utilizzasse 2: verrebbero utilizzati solamente 10 milioni di inalatori. Inoltre un’altra fonte di inquinamento è rappresentata dai gas propellenti (HFA) utilizzati dagli inalatori spray (MDIs).

In questo momento storico appare quanto mai importante coniugare salute delle persone e salute del pianeta. Il nostro inalatore riutilizzabile, quindi, si pone l’obiettivo di erogare la terapia in modo innovativo ed estremamente efficace, riducendo però gli sprechi e l’impatto ambientale.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Posso elencare almeno tre bisogni insoddisfatti: diagnosi corretta e tempestiva; utilizzo di un device inalatorio che aiuti la compliance del paziente, sia efficace a prescindere dallo stato respiratorio del paziente, e facile da usare; aderenza alla terapia.



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