170 – Di sauro-Bono (BMS): “La novità della strategia digitale di oggi è l’attenzione alla distribuzione omnicanale di contenuti personalizzati”

ReumaLink

Salvatore Di Sauro
Cinzia Bono
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Un progetto pensato per la comunità di reumatologi per fornire informazioni utili sull’artrite reumatoide e sulla reumatologia in generale. È ReumaLink, canale Telegram realizzato da Bristol Myers Squibb. Ne abbiamo parlato con Salvatore Di Sauro, Product Manager Immunology e Cinzia Bono, Sr. Product Manager Immunology. Parte del team anche Andrea Salamon, Associate Director, Commercial Lead Immunoscience e Roberto Mancini, Associate Director, Launch Excellence & Digital Strategy Lead

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
“ReumaLink” nasce per rispondere alle mutate esigenze dei clinici e per creare un luogo di incontro, non solo per lo sviluppo di una corretta informazione scientifica, ma anche per uno scambio in tempo reale di idee, contenuti ed esperienze nell’ambito dell’artrite reumatoide e della reumatologia in generale.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Si tratta di un progetto ideato e realizzato pensando ai bisogni dei reumatologi ma, con le opportune modifiche potenzialmente può essere esteso anche ad altre aree specialistiche.

Potreste descriverlo brevemente?
“ReumaLink” sfrutta le potenzialità di Telegram, un canale di comunicazione innovativo nell’ambito dell’aggiornamento scientifico. In una prima fase del progetto, sono stati creati cinque gruppi che hanno affrontato aspetti e tematiche differenti legati all’artrite reumatoide. Tali gruppi sono stati moderati da alcuni dei maggiori esperti italiani sui temi trattati. I reumatologi hanno avuto la possibilità di orientare le loro preferenze iscrivendosi ad uno dei cinque gruppi, potendo così interfacciarsi con gli altri partecipanti, porre domande e condividere contenuti quali casi clinici, articoli scientifici, immagini e tanto altro. I contenuti discussi all’interno dei gruppi stanno popolando il canale Telegram ReumaLink a cui è stato associato anche un portale web che funge da archivio. Un board editoriale infatti ha preso spunto da quanto emerso all’interno dei gruppi per sviluppare nel dettaglio le diverse tematiche: medicina di precisione, comorbidità dell’artrite reumatoide, telemedicina, gestione del paziente e bisogni clinici insoddisfatti.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Le esigenze dei clinici in termini di fruibilità dell’informazione scientifica sono mutate: necessitano di maggiore sintesi, rapidità e qualità. In sostanza ci siamo posti l’obiettivo di supportare la tempestiva condivisione del know-how scientifico attraverso un nuovo modello comunicazionale al passo con i tempi.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Bisogna considerare ogni clinico come un individuo unico, veicolando messaggi personalizzati e pertinenti secondo le caratteristiche contestuali del singolo, come faremmo all’interno di un rapporto umano personale. Un messaggio casuale standard potrebbe essere considerato come fastidioso, mentre un messaggio personalizzato è visto come un servizio ad hoc. Tutto questo lo possiamo riassumere nel concetto di “brand empatici”. La novità della strategia digitale di oggi è l’attenzione alla distribuzione omnicanale di contenuti personalizzati. I consumatori vogliono un rapporto personale con il brand e vogliono riconoscersi in quello che offre. I brand dovrebbero essere dove ogni consumatore si trova e offrire un prodotto o un servizio pertinente nel giusto contesto e sul canale preferito e con le tematiche di interesse del singolo. Non si tratta di essere avanguardisti, ma solo più contemporanei.

Qual è l’aspetto principale del Marketing che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Chi riuscirà a comprendere i bisogni latenti, applicando un ascolto attivo e analitico del target, non solo sarà in grado di anticipare il trend, ma avrà indubbiamente un vantaggio competitivo nel mercato.



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