165 – Leone (AstraZeneca): “Mettere sempre il paziente al centro, ci permetterà di raggiungere traguardi inimmaginabili”


Un farmaco contro il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazioni attivanti del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) che ha fatto registrare un aumento statisticamente significativo e clinicamente rilevante del tempo libero da progressione di malattia. È Osimertinib, terapia antitumorale di AstraZeneca. Abbiamo approfondito l’argomento con Emanuela Leone, Lung cancer Therapeutic Area Lead, parte del team cross funzionale Oncologia Lung- EGFR Franchise di Astrazeneca.

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
Il tumore al polmone rappresenta la principale causa di morte cancro-correlata. Spesso viene diagnosticato quando la malattia è già in fase avanzata e, pertanto, le probabilità di sopravvivenza a 5 anni sono molto basse. L’obiettivo di AstraZeneca è quello di eliminare il cancro al polmone come causa di morte attraverso tutta una serie di studi volti a migliorare la diagnosi precoce e lo screening. Siamo ben consapevoli che l’obiettivo è molto sfidante ma siamo altrettanto consapevoli che lavorare, mettendo sempre il paziente al centro, ci permetterà nei prossimi anni di raggiungere traguardi fino a poco tempo fa inimmaginabili.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Osimertinib
si rivolge ai pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico che presentano, alla diagnosi, mutazioni attivanti del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). Questi pazienti rappresentano il 10-15% dei pazienti con NSCLC.

Perché ritiene sia innovativo?
Osimertinib è una molecola innovativa perché rappresenta il primo e unico EGFR-TKI ad aver dimostrato un vantaggio statisticamente significativo e clinicamente rilevante in termini di aumento della sopravvivenza in questa specifica popolazione di pazienti. Inoltre, ha dimostrato una importante attività a livello delle metastasi cerebrali non solo su quelle eventualmente già presenti alla diagnosi, ma ha dimostrato anche di essere in grado di prevenirne la comparsa. Osimertinib ha centrato tutti gli endpoint pianificati nello studio clinico registrativo FLAURA, risultato che difficilmente riesce a essere raggiunto da un farmaco: un record e una caratteristica unica nell’ambito del tumore al polmone.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Osimertinib ha centrato tutti gli endpoint dello studio FLAURA. Stiamo parlando di: aumento statisticamente significativo e clinicamente rilevante del tempo libero da progressione di malattia; aumento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza mediana; attività a livello delle metastasi cerebrali; ottimo profilo di tollerabilità. L’attività dimostrata fino a questo momento da osimertinib, è stata nei pazienti con malattia avanzata. Riprendendo proprio quella che è la mission di AstraZeneca in ambito tumore al polmone di eliminare il cancro come causa di morte, anche per osimertinib l’obiettivo è quello di dimostrare un’efficacia nei pazienti con malattia in stadio precoce e, a tal proposito, sono attualmente in corso diversi studi clinici.

Quali ritiene siano gli unmet needs di quest’area terapeutica?
Il tumore al polmone presenta un tasso di mortalità molto elevato dovuto al fatto che la maggior parte dei pazienti riceve una diagnosi quando la malattia è in stadio avanzato. Pertanto, il più importante unmet need in questa area terapeutica è quello di cercare di implementare delle metodiche di screening che consentano di aumentare la percentuale di pazienti che vengono diagnosticati con malattia in stadio precoce laddove le probabilità di sopravvivenza sono decisamente più alte rispetto ai pazienti che ricevono diagnosi di malattia in stadio avanzato. Anche e soprattutto per questo, tutto lo sviluppo futuro di osimertinib sarà proprio nella popolazione di pazienti con malattia in stadio precoce.