158 – Carlevari (Gilead Sciences): “Non vogliamo fermarci alla ricerca e allo sviluppo di farmaci innovativi”

Tutti i volti
della violenza

Monica Carlevari
Monica Carlevari

L’evento istituzionale “Tutti i volti della violenza” è stato promosso da Rete Antiviolenza del Comune di Milano e Gilead Sciences Italia in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con il supporto esterno dell’agenzia di comunicazione Omnicom Public Relations Group. Abbiamo parlato del progetto con Monica Carlevari, Director Public Affairs Italia di Gilead Sciences

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea di questo progetto è nata dai valori intrinseci di Gilead che sono parte integrante della cultura aziendale, in primo luogo l’impegno per la tutela e la promozione della diversità e dell’inclusione che, come azienda globale, Gilead sostiene in tutte le comunità in cui è presente.

A chi si rivolge il vostro progetto?
La collaborazione con la Rete antiviolenza del Comune di Milano vuole rivolgersi a quelle donne vittime di violenza di vario genere, fisica, ma anche psicologica e sociale, a cui fenomeni come la violenza e la disparità di genere nei suoi vari aspetti impediscono una piena e legittima partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Il progetto consiste nella stipula di una importante collaborazione tra Gilead e la Rete antiviolenza del Comune di Milano, che prevede l’erogazione di un supporto economico per la realizzazione di iniziative a favore di donne vittime di violenza di genere: tirocini e borse di lavoro per percorsi e progetti di reinserimento lavorativo e riqualificazione professionale; servizi per la conciliazione famiglia-lavoro; progetti di autonomia abitativa; spese per la promozione della salute per donne vittime e figli minori coinvolti; spese legali per iter giuridici civili.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il nostro obiettivo è quello di allargare l’orizzonte e andare oltre rispetto al core business dell’azienda. Non vogliamo fermarci alla ricerca e allo sviluppo di farmaci innovativi, ma vogliamo sostenere attivamente e proattivamente chi opera in favore di coloro che vivono condizioni di discriminazione, emarginazione o violenza. Come nel caso della Rete Antiviolenza del Comune di Milano.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il principale ostacolo in questo contesto è l’approccio culturale. I dati che emergono della ricerca da noi supportata sono molto chiari: nel nostro Paese è necessario un cambiamento culturale radicale, che esporti il problema del gender gap alla luce del sole e che faccia sì che le donne non siano più lasciate sole ad affrontare il problema e con pochi punti di riferimento in grado di aiutarle. Il nostro auspicio è che questa iniziativa diventi presto un esempio che possa stimolare altre realtà aziendali a volgere lo sguardo verso le fasce più disagiate della popolazione.

Qual è l’aspetto principale del Corporate Social Responsibility che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il potenziamento dell’approccio inclusivo. La cultura aziendale di Gilead nasce e cresce sull’inclusione della diversità, nelle sue diverse forme, ma ora più che mai si avverte il bisogno di crescere in questa direzione e fortificare quei valori che sono sempre stati alla base del nostro lavoro.  



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