152 – Loprieno (Sobi): “È solo mettendosi nei panni di qualcun altro che si può capire cosa sta affrontando”

#MAKEYOURCHOICE

Chiara Loprieno
Chiara Loprieno

#MakeYourChoice è un progetto pensato per sensibilizzare in modo innovativo sul tema dell’emofilia. Grazie ad un cortometraggio a scelta multipla l’utente può decidere la storia dei tre protagonisti. A realizzarlo è stata Sobi e noi abbiamo approfondito l’argomento con Chiara Loprieno, Head of Community Engagement & Communication, Sobi Italy, Greece, Cyprus & Malta. Altri componenti del team di progetto: Chiara Pizzi, Brand Manager Haemophilia

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
#MakeYourChoice nasce da un tema comune a tutti: la scelta. Ogni giorno ognuno di noi compie delle scelte che hanno un impatto sulla nostra vita e su quella di chi ci sta vicino. Un tema universale attraverso cui la Campagna di sensibilizzazione, promossa da Uniamo – Federazione Italiana Malattie Rare, FIMR Onlus e Uno Sguardo Raro – Rare Disease International Film Festival, con il supporto di Sobi Italia, parla di una malattia rara – l’emofilia – senza svelarla dall’inizio. La campagna sottolinea l’importanza di non arrendersi di fronte alle difficoltà, che nessuno di noi è solo perché ciascuna esistenza è intrecciata con quella degli altri e che a volte basta poco per cambiare il corso delle cose.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge al pubblico in senso ampio, all’interno del quale sono stati considerati non solo i pazienti, i caregiver e le persone che hanno direttamente o indirettamente a che fare con la patologia e quindi sono sensibili alla tematica, ma anche coloro che, grazie alla campagna, sono entrati in contatto con questo argomento, sebbene distante dalla propria realtà.

Potrebbe descriverlo brevemente?
#MakeYourChoice è innanzitutto un cortometraggio in cui i tre protagonisti sono molto diversi per età, interessi, passioni e stili di vita. Figure differenti, unite dal dilemma di una scelta, appunto. Il video a scelta multipla consente agli utenti di decidere il destino di ognuno dei protagonisti, scegliendo per loro, e in questo modo determinando il finale della loro storia personale. Nello story telling il tema della scelta, quindi, è stato esteso in modo innovativo, facendolo diventare non solo merito, ma anche metodo narrativo. #MakeYourChoice è una campagna che ribalta la prospettiva, invitando gli utenti a mettersi nei panni dei protagonisti e decidere per loro. Uno ‘sliding doors’ in chiave social che vuole coinvolgere gli utenti/spettatori con storie autentiche.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La campagna ha perseguito tre obiettivi specifici: far conoscere a quante più persone possibili le malattie rare, a partire dall’emofilia, attraverso un meccanismo di coinvolgimento costruito su un tema comprensibile da tutti e non sulla patologia specifica; chiedere agli utenti della rete di agire attraverso le storie multichoice del cortometraggio; contribuire al posizionamento del brand Sobi, attraverso i canali social, associandolo indirettamente a una delle esperienze personali più forti: la scelta. Attraverso la distribuzione del cortometraggio su Youtube, la pubblicazione di un piano editoriale social e un sito internet dedicato, #MakeYourChoice ha raccontato il punto di vista dei pazienti, le loro storie, le testimonianze, offrendo informazioni utili per approfondire la conoscenza dell’emofilia. La campagna multicanale, infatti, ha previsto diverse attività: nella prima fase, attraverso il cortometraggio, #MakeYourChoice invita l’utente a prendere una decisione al posto del protagonista, creando un anello empatico nei confronti della persona. Man mano, la campagna prosegue in profondità, attraverso la condivisione di testimonianze di una persona con emofilia e di una mamma caregiver di suo figlio emofilico. Infine, attraverso un’animation, abbiamo raccontato la storia di Luca, un ragazzo emofilico che convive con la patologia, ne racconta le criticità ma decide di affrontare in modo coraggioso e positivo la sua vita. A dare risonanza a tutto questo, sono stati pianificati Digital Advertising e Ufficio Stampa online e offline.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Parlare di malattie non è mai semplice. Se si tratta poi di malattie rare la sfida diventa maggiore perché tutto sommato – si potrebbe pensare – riguardano “pochi”. Ed è qui che bisogna affinare le arti della comunicazione, mettendo in campo approcci sempre nuovi, che possano offrire alle persone prospettive e punti di osservazione diversi. È solo provando a metterci nei panni di qualcun altro che forse possiamo capire che cosa sta affrontando.

Qual è l’aspetto principale del Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Dare voce e visibilità a chi non ne ha, senza pietismi né false speranze, ma offrendo una chiara visione e se possibile un’esperienza personale – come nel caso di #MakeYoruChoice – grazie ad una narrativa autentica affinché si possa davvero compiere un passo avanti da un punto di vista di salute, ma anche di civiltà.



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