140 – De Luca (Pfizer): “Il nostro sistema combina la facilità d’impiego con l’innovatività di una refertazione automatica per mezzo di un algoritmo multiplo”

Roberto De Luca

Refertazione automatica per fibrillazione atriale

Un’accurata identificazione di fibrillazione atriale è fondamentale per guidare una corretta anticoagulazione nei pazienti, così da ridurre significativamente il rischio di ictus. Nasce da qui l’idea di realizzare un sistema di refertazione automatica per la diagnosi di FA. Rivolto a reparti ospedalieri tipicamente coinvolti nella pratica, è ideato da Pfizer. Ne abbiamo parlato con Roberto De Luca, Customer Strategy Manager, parte del team composto anche da Daniela Cappella, Customer Strategy Sr. Manager, Graziano Parlato Regional Lead, Marco Gauthier, Network Account Manager e Luca Bardoscia, Medical Manager Internal Medicine

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia più diffusa e la sua prevalenza, che mediamente riguarda il 3% della popolazione, tende a crescere con l’aumentare dell’età. Nei pazienti con FA il rischio di ictus è cinque volte più alto ed in caso di ictus risulta due volte più fatale. La rilevazione della FA non è sempre semplice poiché in più del 30% dei casi si presenta in forma parossistica. L’identificazione della FA è fondamentale per guidare una corretta anticoagulazione nei pazienti, così da ridurre significativamente il rischio di ictus. L’Alleanza Apixaban (BMS – Pfizer) ha sviluppato un sistema di refertazione automatica proprio per fornire ai reparti ospedalieri interessati uno strumento innovativo ed affidabile per identificare le FA misconosciute.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Il progetto è rivolto ai reparti ospedalieri che gestiscono pazienti con FA, tipicamente le neurologie, medicine interne, geriatrie e cardiologie. La soluzione è nata per limitare le recidive nella prevenzione secondaria dell’ictus ischemico. Il suo utilizzo risulta efficace anche in altri setting di pazienti, in particolare negli anziani sopra gli 80 anni che presentano una prevalenza di FA fino al 9%, spesso asintomatica, e, in generale, in tutti i pazienti a forte rischio di sviluppo di FA.

Perché ritiene sia innovativo?
Il nostro sistema combina la facilità d’impiego con l’innovatività di una refertazione automatica per mezzo di un algoritmo multiplo clinicamente validato. Come funziona?

  • I pazienti indossano un holter poco invasivo che registra in maniera continuativa un ECG per un periodo fino a sette giorni;
  • La registrazione ECG viene scaricata dal clinico ed inviata ad un server di analisi del sistema;
  • Entro pochi minuti, il clinico riceve il referto via mail con tre indicazioni: il paziente non risulta a rischio di sviluppo di FA, il paziente risulta a rischio ma non è stata identificata la FA in maniera manifesta, il paziente ha presentato eventi di FA manifesta.

Sulla base del referto, il clinico può prendere con maggiore consapevolezza le sue decisioni su come gestire il paziente.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto è stato implementato in dodici importanti strutture ospedaliere. A pochi mesi dall’avvio, sono stati sottoposti a monitoraggio 215 pazienti, di cui il 18% è risultato essere affetto da FA ed il 32% ad alto rischio di svilupparla. Da sottolineare che questa soluzione ha anche consentito di ridurre i tempi di degenza ed il lavoro di routine per controllare l’ECG.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
La FA non diagnosticata è un significativo unmet medical need. Una maggiore diffusione ed impiego di soluzioni come la nostra potrebbe migliorare il percorso di cura dei pazienti e contribuire in maniera sostanziale a ridurre l’incidenza degli ictus che risultano spesso fatali o con gravi conseguenze sia per i pazienti che per i loro famigliari.