139 – Formisano (Novartis): “Il digital è per l’80% human e per il 20% digitale: l’aspetto più importante saranno sempre le persone”

Vincenzo Formisano

Supportare il medico di medicina generale nello sviluppo delle nuove competenze digitali, favorendo la medicina d’iniziativa e fornendo strumenti tecnologici innovativi di telemedicina e teleconsulto. A farlo è il sistema OpeNet realizzato da Novartis in collaborazione con IBM e NetMedica. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Formisano, Brand Manager della linea Embrace. Hanno collaborato al progetto anche Elisabetta Aloisi – Embrace Medical Associate, Alina Papetti – Embrace Medical Associate, Luca Santini – Marketing Manager Embrace e Roberto Orsenigo – Medical Franchise Leader Embrace

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea è nata dall’analisi di un contesto e di un momento storico in cui è essenziale un rinnovamento organizzativo e culturale teso ad una riorganizzazione delle attività sanitarie che deve poter garantire continuità assistenziale ed empowerment del paziente, con il minimo rischio di diffusione del virus ad utenti, operatori sanitari e familiari. Il modello classico di rapporto esclusivo medico-paziente face to face, non è più sostenibile, e questa riorganizzazione deve prevedere una gestione clinica mista del paziente cronico (ambulatoriale e a distanza), supportata da una medicina di iniziativa e da nuove tecnologie. Novartis, in questo contesto, attraverso la linea Embrace, già da due anni sta supportando e soprattutto reimmaginando la medicina territoriale. Catturate le principali esigenze della medicina generale, in collaborazione con IBM e NetMedica (soc di FIMMG), abbiamo deciso di sviluppare una tecnologia dotata di IA in grado di supportare il medici di medicina generale (MMG) nella medicina d’iniziativa, nella Telemedicina e nel Teleconsulto.

A chi si rivolge il vostro progetto?
OPeNet si rivolge alla medicina territoriale, di prossimità, e nasce con l’ambizioso obiettivo di supportare il medico di famiglia nello sviluppo delle conoscenze scientifiche e delle nuove competenze digitali, favorendo la medicina d’iniziativa e fornendo strumenti tecnologici innovativi di telemedicina e teleconsulto utili a migliorare la co-gestione dei pazienti cronici e la condivisione dei dati tra il MMG e lo specialista

Può descrivercelo brevemente?
Si tratta di una soluzione tecnologica aperta che sfrutta le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale di IBM per supportare il MMG nella gestione domiciliare a distanza dei pazienti affetti da patologie croniche. OPeNET è un sistema intelligente in grado di favorire e migliorare la collaborazione tra il medico di medicina generale, il paziente e lo specialista. Disponibile sulla piattaforma di Net Medica Italia (società di FIMMG), si integra con i software già utilizzati dalla stragrande maggioranza dei medici di famiglia ed offre a questi ultimi 4 diversi servizi

  1. Assistente virtuale a cui il mmg si può rivolgere per richiedere informazioni e approfondimenti scientifici su psoriasi e scompenso cardiaco (prime due patologie in scope al progetto).
  2. Un’Intelligenza artificiale per l’analisi delle cartelle cliniche dei pazienti.
    Il sevizio fornisce un alert relativo ai pazienti che necessitano di una rivalutazione clinica urgente.
  3. Un servizio di telemedicina, attraverso la quale il medico avrà la possibilità visitare e monitorare il paziente a distanza.
  4. Un servizio di telconsulto, attraverso cui avrà la possibilità di interagire direttamente con lo specialista a distanza e condividere il quadro clinico del proprio paziente.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Vogliamo offrire l’opportunità di OPeNet a 1.000 MMG entro quest’anno con l’ambizione di estendere nel 2022 il numero degli users e delle aree terapeutiche. Inoltre, grazie alla creazione di un CTS ad hoc sul progetto costituito da 3 MMG e 2 persone di Novartis, saranno disponibili dei dati di processo utili per analizzare e accelerare il patient journey del paziente.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Sicuramente dobbiamo continuare a focalizzare la nostra attenzione sulla trasformazione digitale in atto, raggiungendo le istituzioni a tutti i livelli per promuovere questo nuovo paradigma della medicina di prossimità e cogliendo tutte le opportunità derivanti dal PNRR.

Qual è l’aspetto principale del Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il digital è per l’80% human e per il 20% digitale: l’aspetto più importante saranno sempre le persone. In generale però credo l’IA sia ormai il presente e forse anche passato. Altresì le aziende che hanno/avranno a disposizione informazioni sui percorsi diagnostici terapeutici (aggregati e anonimi), saranno quelle che potranno distinguersi e fare la differenza. C’è poi da considerare tutto l’enorme capitolo della blockchain che, seppur le regolamentazioni in tal senso sono ancora troppo rigide, potrà trovare spazio.