137 – Bracco (CDI): “Per avere successo la ricerca deve aprirsi all’integrazione di scienziati con competenze diverse in una logica multidisciplinare”

Diana Bracco

“AIforCOVID Imaging Archive” è una piattaforma che ha sviluppato metodi innovativi basati sull’Intelligenza Artificiale per affrontare il Covid-19. I dati sono stati raccolti nell’ambito del progetto di ricerca multicentrico no-profit “AIforCOVID”, promosso dal Centro Diagnostico Italiano in collaborazione con Bracco Imaging di cui abbiamo parlato con Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco e Presidente del Centro Diagnostico Italiano

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La Medicina di Precisione è il nuovo paradigma per il trattamento dei pazienti. Evidenziando le caratteristiche specifiche di ciascun individuo, in termini di genetica, stile e condizione di vita, si possono identificare la predisposizione alle malattie e aiutare la prevenzione tempestiva e mirata. Nell’ambito della medicina di precisione, che ormai non è più futuro ma presente, il ruolo della diagnostica è cruciale. La predittività è, poi, la stessa ragion d’essere della Radiomica, disciplina che insieme alla Genomica vede in prima linea il Centro Diagnostico Italiano, la struttura del Gruppo Bracco che opera nel campo dell’healthcare service.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Con l’esplosione del contagio ci è parso naturale dare vita ad un’applicazione concreta di quanto possono fare i radiologi e le tecniche imaging, non solo nella diagnosi ma anche nelle indicazioni alle diverse terapie e nella previsione dell’evoluzione della malattia. Oggi la piattaforma contiene oltre mille esami radiografici del torace di pazienti positivi eseguiti al momento del ricovero ospedaliero e a ogni lastra sono anche associate importanti informazioni cliniche sul paziente raccolte contestualmente.

Potrebbe descrivercelo brevemente?
“AIforCOVID Imaging Archive” è una piattaforma che permette alla comunità scientifica internazionale di condividere le immagini radiografiche dei pazienti Covid-19 al fine di sviluppare metodi innovativi basati sull’Intelligenza Artificiale per la predizione degli sviluppi clinici della malattia. L’analisi dei dati e lo sviluppo di algoritmi di Intelligenza Artificiale sono stati effettuati dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e dall’Università Campus Bio-medico di Roma insieme all’équipe del Centro Diagnostico Italiano e di Bracco Imaging. Proprio grazie agli algoritmi, che permettono di individuare indicatori quali il rischio di andare incontro a un peggioramento della condizione dei polmoni, i medici riescono a valutare in anticipo la necessità di una eventuale terapia intensiva. Fondamentale per la realizzazione della piattaforma è stato anche il supporto di Amazon Web Services che, nell’ambito dell’AWS Diagnostic Development Iniziative, ha sostenuto il progetto riconoscendolo tra i più innovativi a livello internazionale.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Ad “AIforCOVID” partecipano diverse eccellenze ospedaliere e Istituti di ricerca pubblici e privati quali la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico (Milano), Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo (Pavia), Azienda ospedaliero-universitaria Careggi (Firenze), ASST Santi Paolo e Carlo (Milano), ASST Fatebenefratelli-Sacco (Milano), ASST Ospedale San Gerardo (Monza), Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza (San Giovanni Rotondo). Un bel successo!

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
È encomiabile che ben sette Centri italiani impegnati nella gestione della pandemia abbiano immediatamente risposto al nostro appello, mettendo i loro dati al servizio della comunità scientifica radiologica internazionale, ma mi auguro che se ne possano aggiungere presto degli altri.

All’interno di questa area terapeutica, come si evolveranno le collaborazioni scientifiche nei prossimi anni?
La collaborazione virtuosa tra attori pubblici e privati impegnati in prima linea nella lotta contro il Covid-19 è essenziale, così come l’opening innovation. Il gioco di squadra che ci ha permesso di realizzare il progetto “AIforCOVID” è un bell’esempio di collaborazione, che nel campo della salute dovrebbe essere lo standard. Sono, tra l’altro, particolarmente felice perché nel progetto hanno lavorato fianco a fianco persone di Bracco Imaging e del nostro Centro Diagnostico Italiano impegnate nell’analisi dei dati radiologici e nella loro integrazione con quelli genomici e istopatologici. Ormai, per avere successo la ricerca deve aprirsi all’integrazione di scienziati con competenze diverse in una logica multidisciplinare e senza barriere culturali.