133 – Battistini (Sanofi Genzyme): “Portare benefici alla salute delle persone con dermatite atopica è il nostro principale obiettivo”

Mattia Battistini

HUB Dermatopia

Semplificare il percorso che porta ad una visita dermatologica specialistica. Da questa idea di base e dalla volontà di fornire un servizio dedicato alla dermatite atopica è nato HUB Dermatopia, un ecosistema digitale dedicato a pazienti e caregiver. A realizzarlo è Sanofi Genzyme e noi ne abbiamo parlato con Mattia Battistini, Patient Marketing Manager per l’immunologia e la neurologia di Sanofi Genzyme, responsabile del progetto e coordinatore dei partner esterni Deloitte e The Story Lab.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’attenzione al paziente ci ha spinti a interrogarci su come poter rispondere in maniera efficace alla crescente necessità di pazienti e caregiver di fruire contenuti autorevoli e verificati, nonché di disporre di strumenti che possano aiutare a semplificare il percorso che porta alla visita dermatologica specialistica. Così abbiamo creato l’HUB Dermatopia, un ecosistema digitale che risponde proprio a queste esigenze.

A chi si rivolge il vostro progetto?
L’HUB Dermatopia si rivolge a chi cerca informazioni affidabili e sicure sulla dermatite atopica e intende rivolgersi a un centro specializzato. Oltre 130.000 persone in Italia sono affette da dermatite atopica e convivono con prurito costante, escoriazioni, comorbidità e le conseguenze sul sonno, sulla produttività, sulle relazioni che questi sintomi comportano. Un disagio aggravato dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria Covid-19. L’ecosistema Dermatopia, grazie ad una user experience ottimizzata consente una rapida fruizione dei contenuti e dei servizi più adatti al singolo utente, da remoto e in totale sicurezza.

Potrebbe descriverlo brevemente?
L’HUB Dermatopia rappresenta un punto di riferimento per le persone con dermatite atopica. Non si tratta di un semplice sito: è un vero e proprio ecosistema digitale che offre servizi innovativi per aiutare le persone a trovare il percorso di cura più appropriato, nel più breve tempo possibile. Permette agli utenti di fruire di una consulenza personalizzata, coinvolgendoli attivamente in tutte le fasi del percorso di avvicinamento alla presa in carico da parte dello specialista, facendoli sentire accolti e ascoltati come persone, prima che come pazienti. Fra i servizi offerti spicca iDA, una vera e propria assistente personale che aiuta gli utenti a individuare i Centri Specializzati in dermatite atopica più vicini a loro e ad accedere, in modo rapido e semplice, al percorso di gestione più appropriato, fornendo anche tutte le informazioni necessarie a facilitare la prenotazione della visita specialistica. Complementare a iDA, è il servizio “Un test per te”, un breve questionario di auto-valutazione che fornisce informazioni e indicazioni personalizzate in base alle risposte dell’utente.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Da giugno ad oggi più di 1,5 milioni di utenti unici ha visitato il sito e oltre 40.000 persone hanno utilizzato il tool “cerca centro”. Da settembre ad oggi i test eseguiti con la funzione “un test per te” sono stati più di 12.000 e 1.500 persone hanno contattato il servizio iDA per richiedere supporto; fra questi, 2 utenti su 3 hanno affermato di aver contattato il centro specializzato. Infine, il 90% degli intervistati ritiene il servizio facilmente accessibile e innovativo.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Portare benefici alla salute delle persone con dermatite atopica è il nostro principale obiettivo. Proprio per questo motivo la nostra volontà è quella di continuare a far evolvere l’ecosistema Dermatopia offrendo nuove funzionalità. Un primo passo in questa direzione è la recente apertura dei canali social di Dermatopia, un ulteriore canale per coinvolgere e informare pazienti e caregiver.

Qual è l’aspetto principale del Patient Support Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
In quest’ultimo anno abbiamo assistito a una fortissima accelerazione e spinta all’innovazione del digitale, in termini sia di strumenti sia di canali. La digital health e la telemedicina sono certamente i due ambiti che guideranno nei prossimi anni il mondo dei patient support program. La vera sfida sarà quella di conciliare l’utilizzo della tecnologia con una sempre maggiore personalizzazione dei servizi offerti senza mai trascurare il rapporto umano.