125 – Ferrante-Gallo (Novartis): “La cultura dei dati consentirà di proporre soluzioni sartoriali a beneficio dei cittadini”

Medicina
di iniziativa:
migliorare le
strategie contro l'ipercolesterolemia

Nicola Ferrante
Ottavio Gallo
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Un progetto per sensibilizzare sull’ipercolesterolemia e sugli eventi maggiori che potrebbero scaturire da alti livelli di colesterolo LDL. È  “Medicina di iniziativa: migliorare le strategie contro l’ipercolesterolemia” e a realizzarlo è stata Novartis in partnership con l’agenzia regionale di sanità di Regione Toscana e l’università di Firenze. Ne abbiamo parlato con Nicola Ferrante HE&OR Manager Novartis. Parte del team di progetto anche Ottavio Gallo, Brand Leader nella franchise Cardiovascolare.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto nasce dalla partnership di Novartis Italia con l’agenzia regionale di sanità di Regione Toscana e l’università di Firenze. Tre attori che uniscono le proprie competenze ed impegno per sviluppare un’iniziativa finalizzata a migliorare la presa in carico dei pazienti con ipercolesterolemia. Il rapporto causale tra i livelli elevati di colesterolo LDL (C-LDL) e gli eventi cardiovascolari maggiori, quali infarto del miocardio e ictus cerebrale, è sostenuto da una mole notevole di evidenze scientifiche. Numerosi studi hanno dimostrato che la riduzione del C-LDL riduce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori: quanto maggiore è la riduzione dei valori assoluti di C-LDL tanto maggiore è la riduzione del rischio cardiovascolare. Per questi motivi, il colesterolo LDL è diventato un obiettivo terapeutico cruciale nella gestione delle malattie cardiovascolari.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge a diversi attori che hanno un ruolo nella gestione dei pazienti con ipercolesterolemia. Nello specifico il modello di analisi e monitoraggio è stato sviluppato con l’agenzia regionale sanità di Regione Toscana e un gruppo di clinici di riferimento regionale. Le evidenze risultanti dall’applicazione del monitoraggio saranno oggetto di successive valutazioni a livello regionale per fornire indicazioni finalizzate a definire azioni di politica sanitaria relative all’attuazione di modelli di sanità di iniziativa per l’intercettazione e la presa in carico proattiva degli assistiti ad alto rischio cardiovascolare.

Potreste descrivercelo brevemente?
Il progetto ha previsto l’ideazione di un “tool di monitoraggio” che ha consentito la raccolta e l’analisi di dati epidemiologici e di outcome per valutare la situazione regionale in relazione all’ipercolesterolemia. I pazienti sono stati stratificati sulla base del livello di rischio cardiovascolare e per ogni gruppo di pazienti sono stati analizzati aspetti relativi ai trattamenti e al raggiungimento dei target indicati dalle linee guida europee.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La progettualità ha previsto due fasi. La prima fase ha riguardato la realizzazione di un cruscotto che consente di identificare i pazienti affetti da ipercolesterolemia, stratificarli per livelli di rischio cardiovascolare come definito dalle linee guida EAS/ESC 2019, e valutare gli esiti in termini di controllo dei livelli di LDL-C indagando i database amministrativi e clinici. I risultati dalla prima fase dimostrano che c’è sotto-trattamento dei pazienti a rischio cardiovascolare con basso raggiungimento dei target individuati dalle linee guida, testimoniato anche da bassi livelli di testing di C-LDL. Inoltre, l’applicazione del modello relativamente agli anni 2019 e 2020 ha consentito di valutare anche l’impatto della pandemia Covid-19 sui pazienti in trattamento con farmaci ipolipemizzanti. Ne risulta una sensibile riduzione del monitoraggio del colesterolo LDL da parte dei pazienti (minore numero di determinazioni del quadro lipidico) e una riduzione del numero di pazienti che ha assunto un farmaco ipolipemizzante con frequenza superiore al 75% delle dosi attese; si è verificata, cioè, una riduzione dell’aderenza complessiva a questa terapia. Nell’ambito della seconda fase progettuale, in corso, è stata analizzata la presa in carico dei pazienti con ipercolesterolemia valutando eventuali correlazioni tra i livelli di controllo e caratteristiche del percorso di presa in carico. I primi risultati mostrano come ci siano forti eterogeneità nel raggiungimento dei target terapeutici per genere (le donne hanno una probabilità significativamente più bassa di avere livelli di C-LDL in linea con i target suggeriti dalle linee guida) e per territorio di residenza.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
I dati emersi evidenziano come nel complesso il trattamento delle ipercolesterolemie appare migliorabile: nella coorte analizzata, la maggior parte pazienti ad alto e molto alto rischio cardiovascolare ha dei livelli di colesterolo LDL superiori a quelli consigliati dalle linee guida europee. Risulta pertanto un urgente bisogno di modelli di assistenza sanitaria d’iniziativa in modo da implementare azioni per ridurre il rischio cardiovascolare. L’iniziativa messa in atto però conferma come l’utilizzo di strumenti digitali di monitoraggio degli esiti clinici possa avere un impatto positivo per evidenziare eventuali need o gap assistenziali e definire iniziative volte a migliorare il raggiungimento di obiettivi terapeutici e quindi tutelare la salute dei cittadini.

Qual è l’aspetto principale del Marketing che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
La cultura dei dati. Costruire modelli che consentono di raccogliere dati, misurarli e analizzarli consentirà di proporre soluzioni “sartoriali” sulla base delle esigenze dei diversi contesti a beneficio dei cittadini.



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