114 – D’Alessandro (Astellas): “L’accesso non può più viaggiare su binari propri, deve assumere un ruolo guida”

U-Change

Giacomo D’Alessandro
Giacomo D’Alessandro

Generare consenso riguardo lo scenario attuale per quanto riguarda il tumore uroteliale. È l’obiettivo di “U-Change”, progetto realizzato con il contributo non condizionato di Astellas. Abbiamo approfondito l’argomento con Giacomo D’Alessandro, Value Access Manager e Project lead. Parte del team anche Antonella Di Lorenzo, Communications & Patient Advocacy Manager, Francesca Uras, Brand Manager e Fabio Guarino, Senior Medical Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto nasce dall’analisi del contesto del carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico e dai cambiamenti in arrivo. Sono oltre 25.000 i nuovi casi l’anno e più di 313.000 gli italiani che attualmente convivono con una diagnosi di tumore della vescica (I numeri del cancro, AIOM 2021). I limiti dello scenario attuale, caratterizzato da scarse opzioni terapeutiche e outcome di salute e carenza di percorsi efficienti di presa in carico, saranno sfidati dall’arrivo di nuovi trattamenti che nel prossimo futuro avranno un ruolo chiave nel miglioramento della salute dei nostri pazienti.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge a tutti gli stakeholder dell’ecosistema salute: clinici, pazienti e istituzioni. Ai tavoli di lavoro hanno preso parte oncologi, urologi e infermieri esperti della patologia da tutta Italia, membri delle associazioni pazienti che operano nel settore, farmacisti ospedalieri, farmacoeconomisti e giornalisti di settore. Il progetto ha coinvolto rappresentanti di società scientifiche e associazioni pazienti di cui ha ottenuto il patrocinio (AIOM, SIFO, SIURO, Palinuro, FAVO).

Potrebbe descriverlo brevemente?
Il progetto si pone l’obiettivo di generare consenso riguardo lo scenario attuale con i suoi need e quello futuro per garantire una efficiente presa in carico del paziente e abbracciare l’innovazione terapeutica e il suo valore gestendone il conseguente impatto economico. Il progetto, promosso e gestito dall’agenzia Nume Plus e supportato da un contributo incondizionato di Astellas, è suddiviso in due fasi:

FASE 1: Novembre 2021 – Marzo 2022
Due eventi hanno permesso agli stakeholder coinvolti di ragionare sullo scenario attuale e sulla sua evoluzione attraverso tre prospettive (clinici, pazienti, istituzioni) e definire le linee di indirizzo per la gestione ottimale della patologia.

FASE 2: Aprile 2022 – Dicembre 2022
È in corso una campagna di comunicazione delle linee di indirizzo che sfrutterà canali specifici per ciascun target di interesse (es. social media, creazione di un sito web, conferenza stampa, pubblicazione di articoli su testate giornalistiche di settore, video pillole, tavoli di approfondimento regionale).

Che risultati avete o volete raggiungere?
Gli esperti di settore hanno definito delle linee di indirizzo sui gap e i need dello scenario attuali e identificato le azioni necessarie per la gestione futura del paziente con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico. Il report conclusivo, che si pone l’obiettivo di poter essere di supporto nella gestione della patologia, verrà sottomesso ad una rivista scientifica indicizzata.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il carcinoma uroteliale sta affrontando un profondo cambiamento di paradigma terapeutico, con l’arrivo di nuovi trattamenti che miglioreranno gli esiti di salute. È necessario accompagnare questa nuova fase con interventi rivolti ai clinici e ai pazienti, per supportare il percorso educazionale sui nuovi trattamenti al fine di migliorare la sensibilità sul tema e permettere una diagnosi precoce. È inoltre fondamentale il coinvolgimento delle istituzioni che svolgono un ruolo determinante nella gestione dell’innovazione e nel supporto al paziente tramite la definizione di percorsi di cura efficaci.

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Public Affair che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Una stretta collaborazione tra le funzioni aziendali, accesso, medica, marketing e patient advocacy, permette di interagire a 360° con l’ecosistema salute e di realizzare attività di grande impatto per migliorare la salute dei pazienti e la gestione delle risorse economiche a disposizione. L’accesso non può più viaggiare su binari propri, e deve assumere un ruolo guida anche per le altre funzioni nella gestione di attività con un impatto rilevante sui pazienti, sui clinici, sulle istituzioni.



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