106 – Team Pfizer: Il futuro è in “quell’approccio olistico dove pubblico, privato, mondo scientifico e aziende che producono device collaborano insieme”


Assicurare una gestione ottimale del paziente con Fibrillazione Atriale nel pieno rispetto delle linee giuda ESC che raccomandano un coinvolgimento mirato del soggetto in tutte le fasi della patologia. Da qui nasce l’idea del progetto CallCuore, reso possibile grazie alla collaborazione tra BMS e Pfizer. Ne abbiamo parlato con il team di Pfizer composto da Daniela Cappella, Customer Strategy Sr Manger, Matteo Tombolato, Country Brand Lead Internal Medicine, Luca Bardoscia, Sr Medical Advisor Internal Medicine, Savina Bifolchi, Italy Compliance Sr Manager, Valentina Tonna, Sr Legal Counsel, Mara De Leonardis, Sr Legal Counsel, Redaelli Daniela, Commercial Quality & Oversight Italy Lead, Ilaria Santoro, Commercial Quality & Oversight Privacy Lead e Cristina Porcelli, Sr Category Manager Europe.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea nasce nell’ambito dell’alleanza tra BMS e Pfizer che da sempre fa dell’attenzione alle esigenze del paziente la propria filosofia aziendale. Il progetto si basa sulle Linee Guida ESC (European Society of Cardiology) che raccomandano un coinvolgimento mirato del paziente in tutte le fasi della gestione della Fibrillazione Atriale; sulla percentuale di pazienti con Fibrillazione Atriale, con un dato di prevalenza di circa il 2,7% e sul rischio di eventi ischemici superiore di 5 volte rispetto alla popolazione non affetta da questa patologia.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge principalmente ai reparti di Cardiologia che gestiscono un considerevole numero di pazienti con Fibrillazione Atriale (prevalentemente di età >di 65 anni) al fine di garantire una gestione ottimale del follow up, migliorando, di conseguenza, anche il legame tra centro clinico e assistito, che si sente maggiormente supportato. Le strutture sanitarie, qualora ritenessero il servizio di loro interesse, possono sottoporre formale richiesta a Pfizer per beneficiare di questa soluzione innovativa al fine di migliorare/garantire il livello di assistenza dei propri pazienti, a sostegno dell’aderenza al percorso di cura e di conseguenza alla riduzione di eventi avversi come l’ictus.

Ce lo potete descrivere brevemente?
CallCuore
è un programma di supporto alla continuità assistenziale dedicato ai pazienti con Fibrillazione Atriale in trattamento con DOAC (direct-acting oral anticoagulants) erogato interamente da remoto dalla società Domedica, qualificata ed esperta in questa tipologia di servizi. Il programma si compone di due parti: un Care centre organizzato con infermieri (Health Care Manager) e operatori (Health Assistant Professional) con formazione specifica nell’assistenza a pazienti con Fibrillazione Atriale. Tutti i pazienti aderenti al programma, all’interno di un patient journey personalizzato, vengono contattati dal loro infermiere dedicato in media 15 volte nell’arco della durata del programma (1 anno), ricevono degli SMS a rinforzo e hanno a disposizione un numero verde dedicato. Il programma ha non solo una funzione di supporto in tema di aderenza, ma anche di motivazione e ricordo in tema di gestione di visite di follow up, esami clinici, rinnovo piano terapeutico e di informazione ed educazione su temi specifici. La seconda parte è costituita da una piattaforma – Doctor Cloud – dedicata alla raccolta e alla condivisione di informazioni esclusivamente tra i medici del Centro Clinico aderente al programma e l’erogatore del programma stesso, Domedica.

Che risultati avete raggiunto o volete raggiungere?
Il progetto, lanciato a partire da novembre 2019, ha visto, ad oggi, l’implementazione su due centri, con una stima di circa 200 pazienti coinvolti, con un livello di soddisfazione da parte sia del centro che dei pazienti molto alto (voto 5 in un rank da 1 a 5), senza contare un progressivo miglioramento nella percentuale di aderenza al percorso di cura (quasi il 90% sia in termini di indicazioni fornite dal medico che di aderenza alla terapia). L’obiettivo è quello di estendere la progettualità, ove possibile, presso altri centri.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Migliorare la consapevolezza tra tutti gli operatori del settore sanitario e tra le istituzioni affinché comprendano l’importanza che progetti di questo tipo, ed in generale l’e-health, possono dare all’ottimizzazione del percorso di cura del paziente e, conseguentemente, al sistema salute. Tendere a quell’approccio olistico dove pubblico, privato, mondo scientifico e aziende che producono device collaborano insieme.

Qual è l’aspetto principale del Patient&Advocacy che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Far comprendere rapidamente e contestualizzare le esigenze del paziente in un sistema sanitario in continua evoluzione e fare in modo che le nuove tecnologie siano effettivamente “abbracciate” come un’opportunità al miglioramento del percorso di cura.