105 – Baggi (AstraZeneca): “Considerando nel patients journey per paziente con Leucemia Linfatica Cronica oltre all’ematologo anche l’infettivologo”

Advances
in CLL

Valentina Baggi
Valentina Baggi

Un progetto educazionale realizzato per gli specialisti che si prendono carico dei pazienti con Leucemia Linfatica Cronica. È “Advances in CLL” di AstraZeneca di cui abbiamo parlato con Valentina Baggi, Head of Franchise Sales & Mktg Hematology. Parte del team anche Mauro Gomiero, Brand Manager Hematology, Maya Ganzetti, Sr Brand Manager e Giovanna Hofmann, MSL Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
“Advances in CLL” è un ECM realizzato dal provider ER che AstraZeneca ha deciso di supportare in modo non condizionante. L’onco-ematologia nel 2021 era un’area terapeutica nuova per AstraZeneca, e mappando i need clinici, abbiamo individuato un elevato bisogno formativo in una patologia, la leucemia linfatica cronica (CLL), che, negli ultimi tre anni ha visto l’arrivo di molte novità, sia in termini di farmaci rimborsati sia in termini di aggiornamenti scientifici presentati durante i principali congressi internazionali (dopo molti anni di stallo). In questo panorama si sono contraddistinti i BTKIs di nuova generazione, un importante caposaldo terapeutico, poiché rappresentano un ulteriore passo in avanti nell’ambito del concetto di mantenere un buon livello di efficacia clinico-terapeutico associato ad una riduzione del profilo di tossicità. Tutto questo è avvenuto mentre il mondo intero si fermava a seguito della pandemia. I medici partecipanti, sia i relatori che i discenti, hanno avuto la possibilità di aggiornarsi, di confrontarsi tra loro, di discutere di tali novità nella leucemia linfatica cronica, seppure virtualmente. Sono stati organizzati 8 eventi regionali, tra settembre e dicembre 2021 e i partecipanti hanno potuto interagire tra loro, considerando la numerica contenuta.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Questo progetto educazionale è rivolto agli ematologi, biologi e farmacisti ospedalieri.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Si è trattato di roundtables regionali virtuali in cui le sessioni frontali, con la presentazione delle principali novità dai congressi, si sono alternate a sessioni interattive, durante le quali i clinici si sono confrontati circa l’interpretazione dei nuovi dati degli studi clinici. Quest’ultimo passaggio ha rappresentato un fattore critico di successo, in quanto è stata recuperata l’interattività, che era mancata durante i congressi “virtuali”.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il risultato che abbiamo raggiunto è stato quello di migliorare le conoscenze scientifiche degli ematologi rispetto alla leucemia linfatica cronica, affinché i pazienti, affetti da tale patologia, potessero ricevere i migliori trattamenti alla luce delle novità.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Nel trattamento della Leucemia Linfatica cronica non ci sono state innovazioni terapeutiche per molti anni, quindi riteniamo opportuno continuare a tenere alto l’interesse verso questa patologia, per il bene dei pazienti, supportando ad esempio progetti che prevedono anche il confronto tra clinico e psico-oncologo o tra clinico e infettivologo, visto che i pazienti affetti da CLL sono particolarmente fragili e quindi più esposti al Covid-19.

Qual è l’aspetto principale del Marketing Education Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Considerando che i pazienti con leucemia linfatica cronica sono particolarmente fragili, e quasi tutti non sviluppano la risposta anticorpale dei vaccini anti covid, penso sia opportuna la condivisione del management di questi pazienti, considerando nel patients journey oltre all’ematologo anche l’infettivologo.



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