102 – Bisagni (Gedeon Richter): “Conoscere per scegliere bene dovrebbe essere il key-message sul tema della fertilità”

Damiano Bisagni

Fertilità. Un bene comune per un futuro sostenibile

Un progetto per creare un momento di riflessione su fertilità, procreazione medicalmente assistita e Social Egg Freezing e sensibilizzare sul tema. È “Fertilità. Un bene comune per un futuro sostenibile” progetto realizzato da Gedeon Richter Italia e di cui abbiamo parlato con Damiano Bisagni, Regional Affairs Manager Nord Market Access & Commercial Dept

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Progetto pilota in Regione Lombardia è nato dall’analisi del contesto demografico italiano:

  • consolidato calo delle nascite, aumento età media in cui una donna ha il primo figlio, diminuzione numero figli pro-capite, il 45% delle donne 18-49 anni non ha ancora avuto figli, calo del numero di donne in età fertile (15-49 anni);
  • anche in Lombardia si rileva assenza di campagne informative regionali o di ATS per sensibilizzare la popolazione sul tema della preservazione della fertilità e sui giusti tempi per pensare al percorso di genitorialità.

Da ciò l’idea di strutturare un confronto tra diversi stakeholders per indagare le conoscenze delle giovani donne su fertilità, PMA e Social Egg Freezing.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Alle Istituzioni regionali lombarde, portando loro evidenze che anche in Lombardia lo scenario di denatalità non cambia rispetto al Paese.

Può descrivercelo brevemente?
Progetto promosso da InRete, con il supporto scientifico di Fondazione The Bridge (FTB) e supportato incondizionatamente da Gedeon Richter Italia, prevede 4 step:

  1. analisi del contesto informativo nazionale e regionale tramite survey condotta da FTB per indagare il livello di conoscenza delle giovani donne sui temi fertilità, PMA e Social Egg Freezing e del loro coinvolgimento in percorsi di informazione/formazione da parte della propria Regione/ASL;
  2. elaborazione risultati della survey a cura di FTB;
  3. tavolo di lavoro con clinici esperti di fertilità, esponenti di Regione Lombardia, Presidente e Resp. Centro Studi FTB, organizzato da InRete con lo scopo di fornire alla Regione una fotografia aggiornata della conoscenza che le giovani donne hanno sul tema della fertilità, analizzare le principali problematiche legate ad essa, all’accesso alle tecniche di PMA, oltre che evidenziare eventuali barriere socio-economiche.
  4. condivisione Report dell’incontro tra i partecipanti.

Dal confronto è emerso che in Lombardia, come in altre Regioni, non sono presenti campagne informative/formative; che si parla di preservazione della fertilità tramite crio-conservazione dei gameti solo nell’ambito di patologie oncologiche; che per i pazienti affetti da patologie non oncologiche, ma con impatto negativo sulla fertilità, non vi sono percorsi di cura che prevedano la crio-conservazione dei gameti. Inoltre è emerso che solo la Toscana ha previsto la crio-conservazione degli ovociti di pazienti affette da endometriosi severa a tutela del loro futuro desiderio di maternità e che, ad oggi, solo la P.A. di Trento e la Toscana hanno deliberato in materia di preservazione della fertilità per ragioni non mediche (Social Egg Freezing).

Che risultati avete o volete raggiungere?
Primo risultato aver fornito strumenti informativi in Lombardia per valutare strategie di sensibilizzazione della popolazione sul tema della fertilità e dei rischi che si possono correre nel posticipare troppo la ricerca di una gravidanza. A valle di questo progetto, il primo gennaio 2021 è stata indetta un’audizione dalla III° Commissione Sanità per ascoltare l’opinione dei clinici lombardi e del Presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana in merito a diversi temi. Tra i relatori anche Fond. The Bridge che ha ripreso alcuni punti chiave del progetto. L’audizione si è conclusa con la disponibilità della Commissione a creare un gruppo di lavoro per approfondire i temi.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
C’è ancora molta strada da percorrere. Fin dall’età scolare dovrebbe essere focus delle ASL erogare corsi sia di educazione sessuale che di genitorialità. Per le donne ed il SSN, l’endometriosi è certamente una silenziosa piaga personale e sociale. “Conoscere per scegliere bene” dovrebbe essere il key-message sul tema della fertilità. Le giovani coppie devono essere informate che più si posticipa il desiderio di genitorialità più diventerà difficile realizzarlo, a volte pur chiedendo aiuto alla scienza.

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Public Affair che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Spesso accade che i differenti stakeholders che operano in aree diverse della sanità non abbiano frequenti opportunità di confronto tra loro: un singolo stakeholder potrebbe essere a conoscenza di informazioni di cui un secondo ne è privo. Ed ecco l’obiettivo di questo progetto di MA & Public Affairs: facilitare un momento di riflessione sul tema della fertilità e PMA, vedere cosa avviene nella propria Regione e nelle altre, valutare e pesare i bisogni dei cittadini… e poi DECIDERE.