101 – Pieraccini (Novo Nordisk): “Tecnologia e malattie croniche sono un binomio non più scindibile per garantire un elevato tenore di vita”

Fabrizio Pieraccini

InsideOut | InsideMe

Un progetto composto da due parti “InsideOut” e “InsideMe” nato per supportare il diabetologo nella gestione del paziente diabetico anche dal punto di vista psicologico soprattutto in questo contesto pandemico. A realizzarlo è Novo Nordisk e ne abbiamo parlato con Fabrizio Pieraccini Digital Marketing Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’emergenza Covid-19 ha generato un forte stress emotivo nelle persone con malattie croniche come il diabete, che hanno un rischio maggiore di sviluppare complicanze. Il ruolo del diabetologo diventa non solo quello di gestire al meglio la malattia, ma anche di farsi punto di riferimento per i dubbi della persona con diabete. Il concept di #INSIDEOUT Diabete risale a marzo 2020 e nasce da questi elementi di contesto:

  • Il Covid-19 ha esposto i pazienti diabetici ad un crescente numero di rischi severi
  • I diabetologi riescono a gestire solo i casi più urgenti, con conseguente frustrazione personale e professionale
  • I pazienti contattano frequentemente i diabetologi al telefono o via email manifestando dubbi, domande, paure, ansie legate alla situazione

Abbiamo poi riflettuto su come gli operatori sanitari abbiano dovuto gestire all’improvviso una situazione inedita con conseguenti processi di riadattamento lavorativo ed elaborazione di un vissuto carico di ansia e stress. È da questi presupposti che a settembre 2020 nasce #INSIDEME.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Specialisti in diabetologia, endocrinologia, medicina interna e tutti i componenti dei team che si prendono cura della persona con diabete.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Con il primo step, #INSIDEOUT Diabete, abbiamo voluto supportare il diabetologo nella gestione delle emozioni e dei dubbi del paziente in una situazione di emergenza. La Dott.ssa C. Bianchi ha condiviso la sua testimonianza di vita reale e le domande dei suoi pazienti con lo psicologo, Dott. G. Caggiano: insieme dialogano sugli stati emozionali e sulle modalità di risposta, tenendo conto di aspetti tecnologici, generazionali e canali di comunicazione utilizzati dai pazienti, sostitutivi della visita in ambulatorio durante il Covid. Novo Nordisk ha disegnato un percorso innovativo che unisce dimensione psicologica e clinica, fornendo strumenti concreti per far fronte all’emergenza anche dal punto di vista emotivo dei pazienti. Con la seconda parte del progetto, #INSIDEME Diabete, abbiamo offerto un aiuto concreto ai diabetologi attraverso un servizio di supporto psicologico per gestire stress, disagio emotivo e ridurre il rischio di conseguenze psicologiche a lungo termine. Il tutto a distanza e attraverso i canali digitali, con il rispetto della delicatezza che si confà a tali argomenti.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il principale obiettivo del progetto era quello di offrire un servizio completo alla diabetologia italiana in un momento di profonda crisi. Siamo riusciti a raggiungere più di 3.000 diabetologi, attraverso 70.000 newsletter inviate, 14 video tutorial, 6 infografiche, 12 podcast ed una audience media totale, social inclusi, pari a 35.000.000, 12.000 letture e più di 100 richieste di supporto psicologico online attraverso la piattaforma di #INSIDEME.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
È facile, per una azienda farmaceutica, dire che abbiamo a cuore tutti i nostri interlocutori, siano essi medici, pazienti o caregiver. Più difficile, invece, è creare occasioni e progetti affinché tutte queste persone – esseri umani – possano comunicare le loro emozioni, o attraverso le loro emozioni, ed essere compresi gli uni dagli altri. Bisognerà quindi continuare ad investire in progetti come questi, tenendo al centro la persona, lo scambio ed il supporto umano reciproco.

Qual è l’aspetto principale del Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il digital deve servire a potenziare i momenti di cura, l’aspetto olistico oltre le terapie, dando forza agli attori che compongono questo quadro. Patient empowerment ma anche HCP empowerment. Esserci, per gli uni come per gli altri, attraverso strumenti che vanno dalla digital health all’intelligenza artificiale, dal supporto mediatico a percorsi trasversali con medical device per un “digital treatment” sempre più efficace per il paziente che affianchi il lavoro del medico.