098 – Robaudo (AstraZeneca): “La relazione è, e sarà ancora più, al centro delle nostre vite, dello sviluppo, delle scelte dei consumatori, delle famiglie”

La Leucemia Linfatica Cronica
nella mia vita:

un futuro da vivere

Giorgia Robaudo
Giorgia Robaudo

“La Leucemia Linfatica Cronica nella mia vita: un futuro da vivere” è una campagna realizzata da AstraZeneca con l’obiettivo di favorire una nuova narrativa della Leucemia Linfatica Cronica, basata su una rivalutazione in chiave positiva del concetto di cronicità. Abbiamo approfondito l’argomento con Giorgia Robaudo, Patient Advocacy Manager. Del team di lavoro, guidato da Ilaria Piuzzi, Head of External Communication & Patient Advocacy, fa parte anche Benedetta Bitozzi, Communication Lead Oncology

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto “La Leucemia Linfatica Cronica nella mia vita: un futuro da vivere” nasce dall’ascolto e dal confronto con diversi interlocutori, pazienti e clinici. Attraverso il confronto costante con AIL e dopo una serie di advisory board che hanno incluso sia specialisti che pazienti, è emerso come il termine “cronico” associato alla Leucemia Linfatica Cronica (LLC), è spesso vissuto dal paziente e dai suoi familiari con disorientamento e preoccupazione. Per questo motivo, insieme ai partner con cui lavoriamo, abbiamo deciso di creare un progetto che potesse favorire una corretta lettura e comprensione del concetto di cronicità.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Ai pazienti con Leucemia Linfatica Cronica e ai loro familiari.

Potrebbe descriverlo brevemente?
“La Leucemia Linfatica Cronica nella mia vita: un futuro da vivere” è una campagna che ha l’obiettivo di favorire una nuova narrativa della Leucemia Linfatica Cronica, basata su una rivalutazione in chiave positiva del concetto di cronicità, come opportunità di gestire nel lungo tempo la malattia e mantenere una buona qualità di vita. Il messaggio che la campagna vuole portare ai pazienti è che la diagnosi di LLC non deve per forza capovolgere il loro orizzonte, aspetto enfatizzato mediante il video di lancio.

L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio di AIL ed è frutto di una stretta collaborazione, che ha portato alla realizzazione di numerose attività e materiali nel corso del 2022:

  • Realizzazione di una sezione dedicata all’iniziativa all’interno del sito AIL, punto di riferimento per i pazienti e i caregiver;
  • Lancio dell’iniziativa con una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di diversi interlocutori: Sergio Amadori, Presidente AIL; Antonio Cuneo, Direttore UO Ematologia AOU Ferrara; Francesca Mauro, Professore Associato Istituto di Ematologia, Università Sapienza di Roma e Mirko Merletti, VP Oncology AstraZeneca;
  • “Interviste al parco”: una serie di video interviste in cui la testimonial della campagna, la giornalista Maria Latella, intervista alcuni esperti su tematiche chiave, per aiutare pazienti e caregiver nella corretta comprensione della patologia;
  • Podcast per raccontare le storie di alcuni pazienti e promuovere il confronto di esperienze motivanti;

Un instant book in formato digitale e cartaceo, per raggiungere i pazienti e i caregiver anche nei centri ospedalieri.

Che risultati avete o volete raggiungere?
I KPI relativi al 2022, dimostrano un grande successo dell’iniziativa:

  • 085 visualizzazioni della pagina AIL dedicata alla LLC (con una frequenza di rimbalzo dello 0,00%)
  • 181.104 utenti raggiunti mediante le piattaforme Facebook ed Instagram
  • 493.197 visualizzazioni dei contenuti social
  • 224 utenti raggiunti mediante invio di una newsletter dedicata con un tasso di recapito al 98.89% e un tasso di aperture del 18,84% (6mila persone)
  • Oltre 40 articoli apparsi su stampa online e offline, 1 servizio televisivo con una OTS di 12 milioni

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Nel 2023, a seguito di un confronto con AIL e con i diversi interlocutori che hanno contribuito alla campagna, abbiamo deciso di rafforzare ulteriormente l’iniziativa, includendo l’attivazione di un servizio di supporto psicologico online rivolto ai pazienti.

Qual è l’aspetto principale del Communication Project che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Penso che dovrà avere una pronunciata propensione a interpretare nuovi linguaggi, racconti, esigenze e modalità, laddove, alla centralità delle parole “comunicazione e informazione”, aggiunge la centralità della “relazione”. La relazione è, e sarà ancora più, al centro delle nostre vite, dello sviluppo e della crescita di economia e imprese, delle scelte dei consumatori, del dialogo tra le parti, del mondo della formazione, della società civile, della politica, delle famiglie. È la relazione che permetterà la crescita o almeno la scelta di aziende, marchi e prodotti, attraverso un nuovo modo di essere e di raccontarsi.



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