097 – Colombo (AstraZeneca): “L’obiettivo è che il test HRD sia eseguito a tutte le pazienti con carcinoma ovarico di alto grado al momento della diagnosi”

Myriad
Send-out
Model

Martina Colombo
Martina Colombo

Una partnership tra aziende per rendere disponibile a tutte le pazienti con tumore ovarico in stadio avanzato un test per la valutazione dello stato HRD. A promuovere l’accordo è stata AstraZeneca e l’altra azienda coinvolta è Myriad Genetics, farmaceutica che produce il test a Salt Lake City. Abbiamo approfondito l’argomento con Martina Colombo, Diagnostic Manager Oncology Gyn/GU/GI AstraZeneca. Parte del team anche Davide Gelmetti, Head of Diagnostic Oncology

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
AstraZeneca è impegnata a 360° in oncologia per migliorare le conoscenze scientifiche e individuare nuove opzioni terapeutiche contro diversi tipi di neoplasie. La vision di AstraZeneca in questa area terapeutica, infatti, è ridefinire il paradigma di trattamento delle patologie oncologiche per riuscire, un giorno, a eliminare il cancro come causa di morte. In particolare, nel caso del carcinoma ovarico sieroso di alto grado, AstraZeneca in alleanza con MSD, è costantemente impegnata a fornire le migliori soluzioni a supporto delle pazienti con questa patologia. Un enorme passo in avanti in questo ambito è stato fatto proprio grazie ad olaparib, un inibitore orale della poli ADP-ribosio polimerasi (PARP) innovativo e first-in-class che può sfruttare le carenze nelle vie di trasduzione tumorali in risposta al danno genotossico (DDR) per uccidere in modo preferenziale le cellule tumorali. Olaparib è approvato in Italia in prima linea in monoterapia, per il trattamento di mantenimento di pazienti adulte con cancro epiteliale dell’ovaio di alto grado avanzato in presenza di mutazione BRCA1/2. Una grande svolta nel trattamento del carcinoma ovarico avanzato è stata la recente approvazione di olaparib in associazione con bevacizumab in prima linea per il trattamento di mantenimento di pazienti con cancro dell’ovaio di alto grado avanzato e il cui tumore presenti un deficit di ricombinazione omologa (HRD), in assenza di mutazione BRCA1/2 (BRCAwt). Lo studio PAOLA-1 ha infatti dimostrato l’efficacia di olaparib in combinazione con bevacizumab anche in pazienti BRCA wild-type (BRCAwt), ma con comprovata deficienza di ricombinazione omologa (HRD+). L’HRD è l’effetto di varie anomalie genetiche a carico del pathway della riparazione del DNA per ricombinazione omologa, incluse, ma non esclusivamente, le mutazioni BRCA, e può essere analizzato con specifici test HRD, tra cui il test HRD di Myriad Genetics.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto è rivolto a tutti i clinici che avevano la necessità di testare le loro pazienti per HRD. Il test HRD di Myriad è un test, utilizzato anche nello studio PAOLA-1, in grado di valutare il livello di instabilità genomica e pertanto la presenza o assenza di HRD nelle pazienti con carcinoma ovarico sieroso di alto grado.

Perché ritiene sia innovativo?
I test molecolari che analizzano le caratteristiche genetiche dei tumori hanno aumentato le conoscenze sul meccanismo di azione dei farmaci antitumorali. In questo caso il test di Myriad ha permesso, attraverso la valutazione dello stato HRD, di estendere un regime di trattamento di prima linea con olaparib in combinazione a bevacizumab, ritardando significativamente la ricaduta di malattia, alle pazienti HRD+ che complessivamente rappresentano circa il 50% delle donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore ovarico avanzato. Al momento dell’apertura in Italia della CNN di olaparib+bevacizumab (marzo 2021) il test HRD di Myriad non era disponibile in Italia. Il test viene effettuato a Salt Lake City (USA) e nel 2021 era l’unico test validato per determinare lo stato HRD attraverso 3 diversi parametri di instabilità genomica. AstraZeneca si è impegnata a sostenere il test HRD per le pazienti con carcinoma ovarico avanzato, attraverso una partnership a livello europeo con Myriad Genetics, per rendere accessibile il test HRD attraverso un modello send-out con l’invio dei campioni direttamente negli Stati Uniti per l’analisi HRD.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Grazie a questa partnership e grazie alla costante collaborazione cross-funzionale dei team di sede e di territorio di AZ in alleanza con MSD , ad oggi sono stati eseguiti più di 700 test HRD in tutta Italia, consentendo l’accesso ad una nuova soluzione terapeutica innovativa. L’obiettivo è che il test HRD sia eseguito a tutte le pazienti con carcinoma ovarico di alto grado al momento della diagnosi.

Quali ritiene siano gli unmet need di questa area terapeutica?
In Italia nel 2020 sono state stimate circa 5.200 nuove diagnosi di tumore ovarico e di queste circa il 75-80% aveva, al momento della diagnosi, una malattia già in fase avanzata. Circa il 70% delle pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato va incontro a recidiva entro i primi due anni dal trattamento di prima linea e una donna su due in questo setting ha un tumore HRD positivo. Pertanto il principale medical need è avere i migliori trattamenti possibili di prima linea.



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