096 – Benelli (Advanced Accelerator Applications a Novartis Company): “La nostra mission è di reimmaginare la medicina al fine di curare il cancro”


Un nuovo approccio per la cura dei tumori, un farmaco che unisce le conoscenze della medicina e della fisica. È Lutezio-177 lu-oxodotreotide, antitumorale nato dall’unione di un isotopo radioattivo e una molecola ad alta affinità con un recettore sovraespresso dalle cellule tumorali. Per capire l’innovatività di questo prodotto ne abbiamo parlato con Giancarlo Benelli General Manager di Advanced Accelerator Applications (AAA), azienda nata nel 2002 da uno spin off del CERN (Ginevra) che ha trasformato l’energia nucleare di alcuni isotopi radioattivi (in primis Fluoro 18 e Lutezio 177) in elementi validi per la diagnosi e la terapia in campo oncologico.

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
AAA si occupa principalmente di oncologia. Oltre ai prodotti per la diagnosi (PET) a base di Fluoro 18, in commercio da molti anni, da Aprile 2019 è commercializzato in Italia un prodotto farmaceutico (Lutezio-177 lu-oxodotreotide) indicato per il trattamento di pazienti affetti da Tumore Neuro Endocrino (NET) del tratto gastro-entero-pancreatico, metastatico e avanzato. Un tumore raro ma di prognosi infausta, dove il nostro farmaco ha permesso di triplicare (rispetto ai trattamenti pre-esistenti) il tempo alla progressione, che rappresenta il maggior endpoint surrogato in oncologia come si evince dai risultati dello studio NETTER 1. Il nostro impegno è di sviluppare il concetto di RLT (RadioLigand Therapy) come il Lutezio-177 lu-oxodotreotide in ambiti oncologici sempre più importanti. Ad esempio saranno disponibili fra pochi mesi i risultati dello studio pivotal VISION nel tumore prostatico metastatico avanzato.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Lutezio-177 lu-oxodotreotide è indicato in pazienti adulti per il trattamento di tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (NET-GEP) ben differenziati (G1 e G2), progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina. L’incidenza, in Italia, di questa popolazione è di circa 600 pazienti l’anno. Per tale motivo è definito come tumore raro.

Perché ritiene sia innovativo?
Al farmaco Lutezio-177 lu-oxodotreotide è stata riconosciuta l’innovativà piena da AIFA in data 29 gennaio 2019, sulla base del bisogno terapeutico, del valore terapeutico aggiunto e della qualità delle prove. Il farmaco è composto da due parti: la prima è una molecola che ha alta affinità con un recettore sovraespresso dalle cellule tumorali, che ha la capacità di legarsi ad esso; la seconda è un isotopo radioattivo (Lutezio 177) che emette radiazioni beta in grado di distruggere in maniera selettiva le cellule tumorali. La peculiarità di questo trattamento è che può essere accompagnato da una diagnostica per immagini specifica, che utilizza lo stesso recettore con isotopi diversi. Il vantaggio è chiaro: una medicina di precisione, personalizzata per ciascun paziente.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La nostra missione è di reimmaginare la medicina al fine di curare il cancro. Lutezio-177 lu-oxodotreotide e tutti i farmaci della nostra pipeline sono nati per contribuire ad avvicinarci al nostro sogno. Sicuramente, già adesso, diamo una speranza ai pazienti oncologici (NET-GEP) di rallentare in modo sostanziale la progressione della loro malattia. Ogni giorno guadagnato è una sfida vinta. La RLT propone un approccio totalmente innovativo alla cura del cancro perché in grado di personalizzare il trattamento terapeutico nel singolo paziente. AAA in Italia, aumenterà ancora la propria forza. Già a fine 2020 saremo circa 280 e continueremo ad espandere le nostre esportazioni nel mondo. Continuerà il nostro impegno in ricerca, già forte in ambito preclinico e da sviluppare ulteriormente in clinica. A tal proposito, speriamo per tutti gli Italiani, che la crisi Covid-19 passi presto, e si possa riprendere il nostro cammino in questa direzione. Permettetemi anche di esprimere la mia solidarietà a tutti quanti sono stati direttamente o indirettamente colpiti da questa ‘calamità’.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Alla luce della nostra missione, stiamo sperimentando utilizzi più precoci di Lutezio-177 lu-oxodotreotide (per permettere un maggiore beneficio clinico per i pazienti) e il potenziale riutilizzo del farmaco in caso di progressione. Data la sua peculiarità, il trattamento con Lutezio-177 lu-oxodotreotide è composto oggi da solo 4 dosi intervallate di 8 settimane, e stiamo lavorando sulla possibilità di rendere disponibile la ripetizione di cicli di trattamento al fine di portare un nuovo beneficio ai pazienti. Ci sono già evidenze che suggeriscono che, in caso di nuova progressione della malattia, un eventuale secondo trattamento può essere di grande aiuto ai pazienti. Esistono anche altri tipi di tumori (tra cui il Ca prostatico) che potrebbero beneficiare della RLT. Il ruolo emergente della RLT nella cura del cancro propone una profonda innovazione e i cambiamenti in atto richiedono una condivisione delle informazioni per favorire la creazione di un contesto pronto a recepire i benefici di questa innovazione. Di sicuro, questa tipologia di trattamenti rappresenterà uno dei pilastri chiave per l’oncologia del futuro.