085 – Marangon (AstraZeneca): “Confronto strutturato con i diversi interlocutori in ambito sanitario fondamentale per migliorare la gestione di patologie complesse”

Jacopo Marangon
Jacopo Marangon

Un progetto volto a migliorare la comunicazione medico-paziente su una patologia impattante ma poco conosciuta quale l’iperpotassiemia. Stiamo parlando della piattaforma “MedSelect” realizzata da AstraZeneca. Abbiamo approfondito l’argomento con Jacopo Marangon, Brand Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto “MedSelect” è nato dall’esigenza concreta di coinvolgere i pazienti affetti da iperpotassiemia nel loro percorso di cura. Perché un paziente informato, che conosce la propria patologia e i farmaci che assume è un paziente più responsabile, aderente al trattamento e sereno.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge a medici e pazienti, perché solo insieme possono gestire al meglio situazioni complesse. Una buona comunicazione medico-paziente è fondamentale per far sì che quest’ultimo si senta coinvolto nel proprio percorso di cura e che il medico possa trattarlo al meglio.

Potrebbe descriverlo brevemente?
“MedSelect” è una piattaforma digitale che consente al medico, supportato dall’informatore scientifico del farmaco, di costruire un materiale educazionale ad hoc modellato sul profilo specifico dei suoi pazienti. Il materiale realizzato dal medico viene poi condiviso con il paziente via mail o in formato cartaceo.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il risultato è una conversazione medico paziente più chiara, dove il medico può farsi supportare da materiale semplice ed intuitivo che fa comprendere al paziente la propria patologia e l’importanza delle terapie prescritte. Il paziente sarà così empowered e protagonista del proprio percorso di cure perché più consapevole.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’aderenza alla terapia è certamente un aspetto sul quale si può e si deve fare di più. Oggi la tecnologia ci può aiutare molto in questo, interessante sarebbe un sistema integrato fra strumenti che accrescano la consapevolezza del paziente riguardo la propria patologia e strumenti che allo stesso tempo lo supportino nell’assunzione delle terapie.

Qual è l’aspetto principale della Patient Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Crediamo che il futuro della Patient Advocacy sia la crescente inclusione delle Associazioni di pazienti all’interno dei processi decisionali che riguardano il futuro del sistema salute e le politiche sanitarie. Il coinvolgimento di coloro che svolgono un ruolo di rappresentanza di cittadini e pazienti in momenti di confronto strutturato con i diversi interlocutori in ambito sanitario – clinici, società scientifiche, istituzioni e policy makers – è fondamentale per continuare a migliorare i percorsi di presa in carico e gestione di patologie complesse.



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