081 – Team Novartis: “La collaborazione pubblico-privato è una necessità all’interno dell’attuale quadro di riferimento sanitario, politico, economico e sociale”

Sara Migliaccio
Silvana Artimagnella
Federico Lega
Claudia Bianchino
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Atelier delle Direzioni Strategiche

Un progetto rivolto alle cariche dirigenziali delle Aziende Ospedaliere delle regioni Piemonte e Campania per creare una occasione di confronto sul tema dell’evoluzione organizzativo-gestionale. È “Atelier delle Direzioni Strategiche” progetto realizzato da Novartis e di cui abbiamo parlato con tutto il team di progetto composto da Sara Migliaccio, Territory Access Manager Novartis per la Regione Piemonte, Silvana Artimagnella, Territory Access Manager Novartis per la Regione Campania, Federico Lega, ordinario di Management Sanitario, Direttore del Centro di Ricerca ed Alta Formazione in Health Administration, Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, Università Statale di Milano e Claudia Bianchino, ingegnere biomedico, ricercatrice del suddetto dipartimento

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto nasce dall’intuizione della mancanza di confronto tra le Aziende Ospedaliere e Sanitarie della stessa regione sui bisogni e sulle buone pratiche adottate. Tale condivisione è diventata ancora più necessaria a causa del contesto pandemico che ha caratterizzato il 2020, anno di lancio del progetto.

A chi si rivolge il vostro progetto?
“Atelier delle Direzioni Strategiche” si rivolge ai Direttori Generali, Sanitari ed Amministrativi delle Aziende Ospedaliere e Sanitarie della Regione Piemonte e della Regione Campania. Nel corso degli incontri sono state coinvolte ad hoc anche altre figure, quali ad esempio i responsabili delle Unità Operative Complesse di Prevenzione, referenti della Gestione Operativa e dei Sistemi Informativi.

Potreste descriverlo brevemente?
Il progetto consiste nella creazione di uno spazio virtuale e fisico di confronto e discussione a supporto dell’evoluzione organizzativo-gestionale delle aziende sanitarie. L’obiettivo è costituire una comunità di pratiche a supporto delle aziende sanitarie del Piemonte e della Campania, per condividere modelli e soluzioni in ambito sanitario. Dallo sviluppo di questi laboratori è possibile:

  • Co-creare progetti attraverso la collaborazione tra pubblico e privato che permettano di migliorare i percorsi di cura per i pazienti, anche in ottica multidisciplinare
  • Identificare modelli efficaci per la gestione sostenibile delle risorse sanitarie
  • Formare il top management affinché sia in grado di gestire ed orientare il cambiamento del sistema sanitario regionale

Che risultati avete o volete raggiungere?
Grazie ad Atelier i direttori hanno avuto, ed hanno tuttora, uno spazio per confrontarsi, raccontare le best practices ed esprimere i propri bisogni coerentemente con gli obiettivi dati dalla propria regione di appartenenza. Dall’ascolto attivo di queste necessità sono nate delle linee progettuali che Novartis sta supportando quali, ad esempio, la riorganizzazione delle attività della specialistica in ambito oftalmologico, neurologico e cardiologico presso la ASL di Caserta e la revisione e l’ottimizzazione del percorso di dimissione e presa in carico del paziente cronico presso l’Azienda Ospedaliera e la ASL di Alessandria.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Le opportunità sono moltissime e molto ancora c’è da fare. La crescita delle competenze manageriali nel sistema sanitario italiano può certamente beneficiare dal confronto con il settore industriale. A differenza del settore pubblico, le imprese hanno la pressione del mercato che impone innovazione, buone pratiche di people management, attenzione alla leadership diffusa. Tutti elementi che possono ispirare il management delle aziende sanitarie pubbliche. Inoltre, la creazione di una comunità di pratiche è la via maestra per favorire benchlearning e benchmarking in un ambiente sicuro e sereno, con cui stimolare apprendimento e cambiamento. Infine, solo una migliore collaborazione industria-sistema può generare quel dialogo che consenta di favorire i giusti contenuti, tempi, modi ed accessibilità dell’innovazione sostenibile. Atelier è in questa prospettiva uno spazio e tempo per generare fiducia e dialogo.

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Public Affair che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
L’opportunità di collaborazione pubblico-privato diventa una necessità all’interno dell’attuale quadro di riferimento sanitario, politico, economico e sociale. Dinamiche come la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale e dei servizi di prevenzione, lo sviluppo di piattaforme digitali per la gestione dei pazienti da remoto, la continua corsa alla riduzione della spesa attraverso la logica del basso costo, rendono molto più complesso per gli attori pubblici la possibilità di rispondere alle sfide provenienti dal territorio, attraverso l’approccio tradizionale. Atelier rappresenta un esempio di come l’azienda farmaceutica si stia spostando da una visione “product-centered” ad una “patient-centered”, in quanto oltre ad offrire innovazione farmacologica, si impegna ad erogare servizi a valore aggiunto che contribuiscono alla sostenibilità del sistema.