079 – Cernetti (Servier): “In futuro andrà sempre più verso scelte di business orientate a obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale”

Chiara Cernetti

Italia is One

Un progetto frutto dell’emergenza Covid nato dalla collaborazione tra Servier, Cooperativa Alice, Astrolabio e Mending for Good. È “Italia Is One”, iniziativa incentrata sulla produzione di mascherine per detenuti e personale carcerario grazie al lavoro, retribuito, degli stessi detenuti. Ne abbiamo parlato con Chiara Cernetti, Value Access & Public Affairs Lead Gruppo Servier in Italia   

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto nasce durante la prima ondata pandemica di Covid-19, con l’obiettivo di contrastare l’emergenza Covid in Italia con impegno civile e con iniziative socialmente utili. Per questo il Gruppo Servier in Italia ha deciso di sostenere “Italia Is One”, un progetto di Corporate Social Responsibility promosso dalla Cooperativa Alice insieme ad altre due realtà di artigianato sociale, Astrolabio e Mending for Good, decise a sostenere la produzione di mascherine chirurgiche a tre veli per la comunità carceraria (detenuti e personale), dove risulta pressoché impossibile il distanziamento sociale. La Cooperativa Alice è una realtà non-profit nazionale impegnata nel costruire una società inclusiva che abiliti le donne vittime di violenza e che vivono la realtà carceraria. È stata tra le prime realtà ad aver formato le detenute nella sartoria artigianale di alto livello, stipendiandole, dimostrando come il design, la creatività e il saper fare siano ingredienti fondamentali per un riscatto sociale che non coinvolge soltanto le donne detenute o vittime di violenza, ma travolge l’intera società.

A chi si rivolge il vostro progetto?
L’iniziativa è rivolta alla popolazione detenuta di alcune carceri del nostro Paese, dove la Cooperativa Alice opera, in particolare San Vittore, Bollate e Monza. Lo scopo di “Italia Is One” era la produzione di mascherine chirurgiche, certificate dal Ministero della salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, in un momento molto critico, quello della prima fase della pandemia, in cui questi dispositivi di protezione personali erano praticamente introvabili, soprattutto per la popolazione di realtà particolari come le carceri.

Potrebbe descrivercelo brevemente?
Allo scoppio dell’epidemia, Cooperativa Alice, Astrolabio e Mending for Good hanno deciso di unirsi creando una filiera di produzione etica unica nel suo genere: circa 140 persone, la maggior parte detenute, che insieme hanno prodotto oltre 60.000 mascherine interamente realizzate a mano nei 12 laboratori delle cooperative con l’obiettivo di fronteggiare la richiesta di questi dispositivi e renderli disponibili per le categorie più bisognose come i detenuti, spesso costretti in spazi angusti senza possibilità di distanziamento sociale, e il personale carcerario.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Italia Is One è un progetto unico nel suo genere, dedicato ad una popolazione, quella carceraria, per definizione ‘fragile’, che ha contribuito:

  • alla tutela della salute di una delle fasce più deboli e a rischio;
  • al riscatto sociale, attraverso la riabilitazione delle detenute coinvolte, che sono state retribuite per il loro contributo al progetto;
  • all’impegno civile nei confronti della società in un particolare momento di bisogno;
  • all’attenzione per l’ambiente, in quanto le mascherine sono state realizzate con materiali di riciclo;
  • al rilancio del Made in Italy, grazie l’impiego di manodopera e materiali italiani.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Ritengo che iniziative di questo tipo possano diventare un esempio di produzione etica applicabile a territori e contesti più ampi, allo scopo di sostenere le fasce più fragili della popolazione, che in questo modo possono diventare protagoniste del proprio riscatto personale e sociale.    

Qual è l’aspetto principale del Corporate Social Responsibility che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Secondo il Word Economic Forum, nove cittadini su dieci, a livello globale, auspicano di vivere in un mondo più sostenibile ed equo nel post-Covid 19 e il 72% si aspetta una trasformazione nel proprio stile di vita e non un ritorno al passato. Appare ineludibile che in futuro il focus sarà sempre più verso scelte di business orientate a obiettivi di sostenibilità a livello ambientale e sociale. Non è più possibile fare business senza etica. Il valore prodotto deve permeare chiunque contribuisca a produrlo: dipendenti e clienti insieme a tutta la società e al territorio che abita, ovvero tutti gli stakeholder.