053 – Tognoni (Novartis): “I servizi di consegna dei farmaci a domicilio potranno diventare progettualità di partnership con il Servizio Sanitario Nazionale”

Ilenia Tognoni, Marianna Gozzo

#iorestoacasaconNovartis

Fornire un servizio di consegna a domicilio di farmaci ospedalieri a pazienti onco-ematologici. A realizzarlo è stata Novartis che, tramite un fornitore esterno, ha consegnato a casa ai pazienti tutti i medicinali (non solo Novartis) a loro prescritti. Abbiamo approfondito l’argomento con Ilenia Tognoni Hospital Commercial Operation Lead in Novartis Oncologia nel Market Access. All’implementazione sul territorio del progetto ha contribuito Marianna Gozzo, Oncology Network Leader e che attualmente coordina il team di Market Access Territoriale che ha supportato i centri nell’implementazione

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
A marzo 2020 l’Italia stava affrontando una delle sfide più impegnative della sua storia recente e Novartis è stata coinvolta nello sforzo dando il via alla campagna «Novartis per un’Italia a prova di futuro», con una serie di interventi rivolti alla gestione dell’emergenza, a favore delle comunità territoriali, dei pazienti e degli operatori sanitari in prima linea, oltre a programmi finalizzati alla ricostruzione del paese nel post-emergenza. Una delle attività previste dal piano è stata quella di assicurare la continuità di cura di tutti i pazienti, limitando il più possibile il rischio di contagio grazie ad un servizio di consegna a domicilio di farmaci ospedalieri.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Novartis ha deciso di rendere disponibile il servizio per i pazienti oncologici ed ematologici che hanno un profilo clinico particolarmente fragile e sono potenzialmente più esposti al contagio; proprio per la centralità del paziente all’interno della nostra organizzazione, il servizio è offerto non solo per i farmaci Novartis ma anche per tutti i farmaci con cui è in trattamento il paziente.

Può descrivercelo brevemente?
È un servizio che Novartis, attraverso un fornitore esterno, propone ad alcuni importanti centri per la consegna a domicilio di tutti i farmaci per pazienti onco-ematologici. I medicinali consegnati al paziente sono tutti i farmaci ospedalieri a lui prescritti. Il farmacista ospedaliero, in accordo con il medico oncologo o ematologo, procede a richiedere il servizio di consegna a domicilio attraverso l’utilizzo di una piattaforma web messa a sua disposizione.

Che risultati avete o volete raggiungere?
È uno straordinario progetto di reale collaborazione pubblico-privato che, nell’interesse dei pazienti, ha abbattuto i confini dei singoli brand/listini aziendali; ha coinvolto trasversalmente diversi dipartimenti aziendali; ha unito gli sforzi di stakeholder decisionali delle strutture sanitarie e ha portato cambiamenti organizzativi nel canale distributivo. Condividiamo qualche numero: attivazione in 15 giorni, contattato 40 ospedali, con 5.200 consegne, consegnati più di 5.300 farmaci e servito/aiutato più di 3.100 pazienti.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Occorre capitalizzare l’esperienza fatta adattandola ad un contesto in evoluzione. I servizi di consegna dei farmaci a domicilio potranno diventare progettualità di partnership con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) per favorire l’integrazione tra ospedale e territorio attraverso percorsi organizzativi differenziati. Chiave sarà l’ascolto dei bisogni e saper adattare i servizi con un approccio di patient centricity come abbiamo fatto fin ora.

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Public Affair che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Saper fare sistema con il Ssn in un’ottica di efficace collaborazione e integrazione in modo da costruire sulle competenze pubbliche e private e supportare l’evoluzione del Ssn favorendo una migliore, più efficiente e più moderna integrazione ed erogazione dell’innovatività terapeutica nel sistema salute.