051 – Vettore (Novartis Oncology): “La scientific collaboration sarà una delle principali armi del pharma per catturare dalla pratica clinica nuovi patient journey”

Marco Vettore

BreastCancerAcademy

“Breast Cancer Academy” è una community digitale formata specialisti oncologi con il compito di fornire informazioni scientifiche alle pazienti con tumore al seno. Nata da una idea di Novartis Oncology nel 2017 oggi conta circa 60 oncologi attivi. Ne abbiamo parlato con Marco Vettore, Disease Area Manager (Brand Manager) Breast Cancer in Novartis Italia

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Tutto parte nel 2017. Dall’incontro dei quattro responsabili scientifici nasce l’idea di fondare una comunità virtuale di aggiornamento costante nell’ambito del trattamento del carcinoma della mammella.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il target del progetto è duplice. Breast Cancer Academy si rivolge sia al medico specialista, fornendo aggiornamenti e analisi critiche sulle ultime novità della letteratura scienti­fica, situazioni cliniche interattive, strumenti di condivisione e di confronto con i colleghi, che alla paziente con rubriche di informazione scienti­fica realizzate con un linguaggio fruibile. Gli stessi oncologi posso indirizzare le pazienti sul sito di BCA, dove poter trovare tante informazioni sulla disease awarness, life style, nutrizione e come novità del 2021 anche una libreria di podcast. BCA, non si ferma solo ad una pagina web ma è anche pagina Twitter, Facebook e presto anche Instagram.

Può descriverlo brevemente?
Nato nel 2017, Breast Cancer Academy raccoglie e condivide sul web materiali scienti­fici e divulgativi realizzati da un board di specialisti oncologi coinvolti nella gestione della paziente con carcinoma della mammella. Questo perché l’evoluzione delle conoscenze nel settore del carcinoma della mammella è sempre più rapida e ricca di nuove informazioni. La gestione clinica della paziente è sempre più complessa per la molteplicità di vecchi e nuovi farmaci e per le nuove strategie terapeutiche nell’ottica della personalizzazione. Inoltre, vi è grande bisogno di approfondire il tema della trasferibilità dei risultati della ricerca, sia per l’aspetto dell’applicabilità dei trattamenti alla generalità delle pazienti, sia per l’aspetto della sostenibilità socio-economica.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Ad oggi la community è passata da 30 membri del 2017, a oltre 60 oncologi che collaborano e cooperano tra loro per la realizzazione di nuovi contenuti multimediali da caricare nel sito di BCA. Una community come BCA rappresenta una precisa identità di oncologi che la popolano, uno spazio in cui sono concentrate le loro idee, pensieri e soluzioni. Tra le principali attività sono:
Biblioteca BCA: archivio on-line di slide kit disponibili per l’oncologo su tematiche attuali di interesse e nell’ambito del carcinoma mammario secondo un piano editoriale definito.
Breast Journal Club: rubrica dedicata al dibattito e al confronto. Ogni due mesi un membro dell’Accademy propone un articolo da discutere e tramite la creazione di forum gli iscritti possono partecipare alla discussione.
Inviato Speciale “dai congressi”: invio di uno o due membri, proposti dal board che si sono distinti per le attività/idee generate durante il corso dell’anno, ai principali congressi internazionali ASCO, ESMO e SABCS. Questi delegati avranno il compito di twittare e ri-condividere le principali notizie LIVE dagli stessi congressi sulle principali piattaforme social.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
È importante stabilire un programma con gli appuntamenti più importanti ed un piano editoriale. Girando tra il web molte volte ci sono pagine sui social network con un numero incredibile di utenti, ma sono in realtà grandi zombi digitali. Ottenere un numero interessante di utenti sui tuoi social network è di scarsa utilità se non hai una community attiva. BCA è una community digitale che prima del Covid-19 pianificava incontri in presenza per fare il “punto della situazione” ed un check sull’avanzamento dei lavori. A mio avviso la community di giovani oncologi sotto il cappello di BCA è la “ricetta” che meglio funziona per una stessa community che condivide interessi, esperienze e tematiche professionali.

All’interno di questa area terapeutica, come si evolveranno le collaborazioni scientifiche nei prossimi anni?
La scientific collaboration sarà una delle principali armi a disposizione delle aziende pharma per catturare dalla pratica clinica nuovi patient journey, insights dagli studi di Real Word Evidence (RWE) o ancora, supportando la pubblicazione di paper con rilevanza scientifica per il mondo della ricerca. Infine, per favorire il progresso e la stessa ricerca scientifica anche i clinici avranno bisogno della collaborazione con le aziende pharma per portare avanti un interesse comune che si chiama “cure per i pazienti”.