045 – Binetti (Medtronic): “Aspetto centrale è la consapevolezza del dolore cronico non più come sintomo ma come patologia”

Maurizio Binetti

Science That Matters

Fornire un supporto concreto ai pazienti che soffrono mal di schiena persistente neuropatico grazie ad una tecnologia che sfrutta un algoritmo di programmazione terapeutica. Questa l’idea alla base del progetto Science That Matters di Medtronic. Ne abbiamo parlato con Maurizio Binetti: Responsabile Marketing per la linea Pain Therapies di Medtronic Italia

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Eravamo consapevoli di avere a disposizione una tecnologia di ultima generazione, ma il progetto Science That Matters, con cui abbiamo lanciato ufficialmente la stimolazione SCS-DTM™ (Spinal Cord Stimulation – Differential Target Multiplexed), ha decisamente superato ogni nostra aspettativa. L’idea è nata dal fatto che ci siamo subito resi conto di avere tra le mani un algoritmo terapeutico unico e personalizzabile sulla base delle esigenze del singolo paziente che soffre di mal di schiena cronico intrattabile farmacologicamente. Non potevamo quindi non fare la nostra parte con un piano di posizionamento strategico sul mercato.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Con Science That Matters ci rivolgiamo a tutti gli esperti di terapia del dolore cronico che lavorano nei centri di eccellenza per la neurostimolazione midollare in Italia. Poi ci rivolgiamo anche ai pazienti e ai caregiver che sono alla ricerca di una possibile soluzione per migliorare la loro qualità della vita e ridurre lo stato doloroso percepito.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Il nostro progetto propone un approccio rivoluzionario ed innovativo alla terapia SCS per il trattamento del mal di schiena persistente neuropatico. È la prima volta nella storia di questa terapia che l’utilizzo di una piattaforma tecnologica viene ottimizzato grazie ad un algoritmo di programmazione terapeutica chiamato DTM™. Tutto questo si basa su decenni di ricerca scientifica di base ed applicata che ha esplorato e validato un nuovo target cellulare alla base dei meccanismi che innescano e disinnescano la cronicità del dolore neuropatico. Ciò che è più rilevante però è che ne è stata dimostrata la superiorità grazie ai risultati clinici ottenuti per questa tipologia di pazienti.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Siamo consapevoli che, nonostante la neurostimolazione esista da più di 40 anni, oggi stiamo scrivendo grazie ai clinici esperti di SCS un nuovo capitolo che apre decisamente nuovi scenari sul futuro della terapia. Ogni paziente che soffre di dolore cronico neuropatico ha il diritto di provare sollievo dal dolore per poter godere di una qualità di vita migliore. DTM-SCS™ rappresenta oggi un’arma in più che consegniamo nelle mani degli esperti di dolore per trattare al meglio il paziente. Grazie a tutto questo in soli 8 mesi quasi 50 nuovi pazienti hanno avuto accesso a questo nuovo sistema terapeutico, il tutto con risultati clinici superiori. Questo per noi di Medtronic è motivo di orgoglio, un orgoglio che ogni giorno ci motiva e ci spinge a fare qualcosa in più per aiutare i pazienti e i loro famigliari. Cosa vogliamo raggiungere? Vogliamo andare oltre e nei prossimi mesi vogliamo raddoppiare il nostro impegno con DTM-SCS™, tutto questo con progetti di awareness dedicati allo scopo di aumentare la conoscenza generale di tutte le nostre soluzioni terapeutiche.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’innovazione tecnologica sta facendo passi da gigante se pensiamo al tema della digitalizzazione della terapia e alla possibilità di gestire questa tipologia di paziente completamente da remoto. Tuttavia, c’è un aspetto che rimane centrale, ovvero quello della consapevolezza del dolore cronico non più come sintomo ma come patologia. Ci sono pazienti che aspettano anni prima di ricevere una corretta diagnosi e spesso perdono l’occasione di poter parlare con un clinico esperto in materia che potenzialmente può offrire una soluzione dopo un’analisi accurata. Noi come Medtronic stiamo facendo la nostra parte come partner a supporto del clinico grazie a tutta una serie di iniziative e progetti di marketing digitale e multicanale, ma la strada è ancora lunga e complessa.

Qual è l’aspetto principale del Marketing che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Questa è una bella domanda! Osservo con molta attenzione la velocità con cui cambiano e si evolvono dinamiche e tendenze nell’era della digitalizzazione in sanità. Dal mio punto di vista il marketing nel nostro settore dovrà concentrarsi sempre più sul miglioramento della Customer Journey per l’utente finale. Mi piace pensare che, a tendere, il nostro lavoro possa essere concepito all’interno di un dipartimento orizzontale che collabora e comunica con tutti i principali stakeholders, generando valore per lo sviluppo di prodotti e soluzioni finali che migliorano l’esperienza end-to-end sia del medico che del paziente.