038 – Bonini (Janssen Italia): “Importante non dimenticare l’insegnamento che ci ha dato la pandemia: la collaborazione pubblico-privato”

I Cantieri
per la Sanità
del Futuro

Andrea Bonini
Andrea Bonini

Un progetto pensato per unire tutti i protagonisti della sanità e contribuire alla naturale evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale. È “I Cantieri per la Sanità del Futuro” realizzato da Janssen Italia e noi abbiamo approfondito l’argomento con Andrea Bonini, Communications & Public Affairs Manager di Janssen Italia.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’emergenza da Coronavirus ci ha dimostrato l’inestimabile valore del nostro SSN, facendoci comprendere inoltre quanto un ‘sistema salute’ efficace ed efficiente sia imprescindibile per il funzionamento virtuoso dell’intero Paese. Al contempo, è emersa con maggior forza l’opportunità di apportare alcuni cambiamenti all’organizzazione del ‘sistema salute’ in Italia. Consapevoli del contributo che il comparto farmaceutico può portare in questa partita, come Janssen abbiamo sentito la responsabilità di fare la nostra parte nel processo che porterà il SSN a una naturale evoluzione, al fine di essere ancora più pronti nel rispondere ai bisogni concreti dei cittadini.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Delineare la sanità post-Covid è una sfida importante per l’Italia che potrà trovare una completa realizzazione solo con la massima collaborazione di tutti i protagonisti della salute, dal pubblico al privato. Attraverso il progetto abbiamo voluto portare un messaggio concreto all’intero ecosistema salute, al fine di intavolare un dibattito costruttivo. Nella fase di sviluppo del Rapporto realizzato con la Fondazione Censis, abbiamo voluto coinvolgere in particolare – attraverso un’attività di ascolto diretto – gli stakeholder regionali responsabili della gestione della salute dei cittadini, oltre che gli italiani stessi, per comprendere al meglio i loro bisogni e aspettative.

Potrebbe descriverlo brevemente?
“I Cantieri per la Sanità del Futuro”, promosso in collaborazione con Fondazione Censis, è un progetto pensato per una collaborazione fattiva sulle direttrici di sviluppo che i protagonisti del sistema salute, in primis i cittadini, hanno individuato come fondamentali. L’iniziativa ha portato alla realizzazione di un Rapporto che si distingue per la sua peculiarità di aver unito la visione nazionale con quella regionale. In particolare, dal Rapporto emerge che i protagonisti del sistema salute saranno: i cittadini sempre più informati, responsabili e partecipi, il medico come massimo garante della tutela della salute e gli innovatori (intesi come ricercatori e imprese). Un ecosistema orientato sempre più alla personalizzazione, che beneficia della mobilitazione di tutti gli attori.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Siamo orgogliosi di aver potuto ascoltare le voci di oltre 50 key opinion leader nazionali e regionali nella fase di costruzione del progetto, ma anche di averne potuto presentare i risultati al ministro della Salute Roberto Speranza e altri attori di spicco del nostro sistema salute. Speriamo di poter continuare l’iniziativa per proseguire il dibattito aperto.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
In questa fase auspichiamo che, presa coscienza delle priorità fatte emergere dai cittadini, si possa iniziare a lavorare celermente – anche grazie ai fondi del PNRR – per poter portare il SSN ad un livello di maggiore efficienza, in modo che sia ancora più pronto a rispondere alle reali necessità della salute pubblica.

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Public Affair che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Sarà sicuramente importante per le direzioni di Market Access, Government Affairs e Public Affairs delle aziende dialogare ancora di più con le istituzioni – politiche e tecniche – per non dimenticare l’insegnamento più prezioso che ci ha dato la pandemia: la collaborazione pubblico-privato. Altrettanto importante sarà porre il dialogo con le istituzioni su un piano condiviso, che possa da un lato aiutare la sostenibilità del sistema e la pronta disponibilità dell’innovazione, e dall’altro mettere dei punti fermi su cui le aziende possano avviare un piano programmatico per una più efficace pianificazione degli investimenti.



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