031 – Cerruti (ab medica): “Solo con una rinnovata fiducia nella scienza possiamo aspirare a raggiungere una salute globale, equa e inclusiva”

Dire
Fare
Curare

Francesca Cerruti
Francesca Cerruti

È dall’idea di sperimentare un mezzo di nicchia come il podcast per rinnovare in modo intimo e autentico l’attenzione verso il mondo dei pazienti che nasce il progetto “Dire Fare Curare”. Abbiamo approfondito l’argomento con Francesca Cerruti, CEO di ab medica

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
“Dire Fare Curare” nasce in un anno segnato dalla pandemia. Un anno in cui è stato ancora più necessario trasmettere e rinnovare fiducia nella scienza e nella medicina cercando di promuovere un’idea di salute globale, equa e più inclusiva. Abbiamo deciso di realizzare un progetto basato sul podcast, un mezzo che ci ha permesso di cogliere e accogliere le profonde trasformazioni dei bisogni di cura, ascoltarli e raccontarli in modo più intimo e autentico, rinnovando l’attenzione di ab medica verso medici, pazienti e verso il sistema sanitario.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Attraverso la voce dei protagonisti ci rivolgiamo al mondo dei pazienti, un mondo che nella narrazione può riconoscersi in modo autentico e beneficiare di cure eccellenti ritrovando fiducia e speranza nell’innovazione. Non trascuriamo però il mondo della cura: medici, operatori sanitari, manager della sanità, ma anche rappresentanti delle istituzioni, con i quali ci facciamo promotori di una sanità sempre più efficace, precisa e personalizzata in favore dei pazienti e delle loro famiglie.

Potrebbe descriverlo brevemente?
“Dire Fare Curare” nasce nel luglio del 2021 come serie podcast, strutturata in episodi, disponibile sulle principali piattaforme. Il progetto è stato realizzato con il supporto di Brandstories, agenzia specializzata in narrazioni e branded entertainment, e della straordinaria voce di Matteo Caccia, storico conduttore radiofonico di Radio 24. Ciascun episodio, della durata di 10 minuti circa, presenta una storia di cura per qualche ragione eccellente, narrata attraverso la voce dei protagonisti, medici e pazienti, con uno stile emozionale, ma insieme anche preciso e tecnico, che riesce a mettere in luce il lato più umano della cura.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo già raggiunto e che testimoniano il valore di questo progetto. Un progetto che incarna totalmente lo spirito e la missione che ab medica persegue ogni giorno: offrire ai pazienti e alle loro famiglie le migliori opzioni di cura. Ad oggi abbiamo raggiunto più di 2.000 ascoltatori in tutta Italia e contribuito a stimolare riflessioni e confronti sui temi trattati attirando circa 45.000 interazioni sui nostri canali social. Non solo, alcuni temi trattati hanno potuto dare supporto e visibilità a malattie diffuse, ma ancora poco note, come l’endometriosi, stimolando un dibattito e dando visibilità alla proposta di legge firmata dalla consigliera regionale del Lazio, Michela Califano.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Da sempre ab medica si impegna nel costruire una sanità orientata ai reali bisogni dei pazienti ridisegnando nuovi percorsi di cura che, attraverso le tecnologie più innovative, possano garantire una loro reale presa in carico. La pandemia ha reso tutti consapevoli di quanto la salute di ciascuno di noi sia strettamente legata a quella degli altri e solo attraverso una rinnovata fiducia nella scienza possiamo aspirare a raggiungere una salute globale, equa ed inclusiva.

Qual è l’aspetto principale del Patient Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Penso che il futuro del Patient Advocacy risieda soprattutto nella continuità dei progetti, fondamentale perché il coinvolgimento sia autentico e sistematico, e nell’inclusione dei pazienti all’interno dei processi decisionali che riguardano il futuro della cura.



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