Ago penna
G34

Carlo Romeo
Carlo Romeo

Un’ago penna sottilissimo in grado di rendere più confortevole la somministrazione di insulina nei pazienti con diabete. È l’ago penna G34 realizzata da MTD. A parlarcene è Carlo Romeo, Chief Marketing Officer dell’azienda

Qual è l’impegno della vostra azienda in questa area terapeutica?
Il gruppo MTD (Medical Technology and Devices) esprime un impegno pluridecennale nella produzione di dispositivi medici per la cura del diabete. Si è formato, infatti, dall’alleanza tra HTL, leader mondiale nel segmento delle lancette pungidito (che permettono il prelievo di campioni ematici per la misura della glicemia) e inventore, nel 1994, delle lancette di sicurezza (che proteggono gli operatori sanitari da punture accidentali e contaminazione da agenti patogeni) e l’italianissima Pikdare, presente da oltre 40 anni in tutte le farmacie e nelle case degli italiani con i prodotti del marchio “PIC Solution”. Tra questi spiccano appunto gli aghi penna per insulina, un compagno inseparabile di milioni di pazienti diabetici che convivono ogni giorno con questa importante patologia. L’impegno di Pikdare, da sempre, è quello di mettere a disposizione dei consumatori dispositivi medici innovativi che rendano ogni atto di cura il più semplice e intuitivo possibile, minimizzando l’impatto psicologico e massimizzando l’efficacia. Questo impegno si concretizza nel design e nella produzione dell’ago penna G34.

A chi si rivolge il vostro prodotto e perché ritenete sia innovativo?
Da anni ci poniamo in ascolto dei bisogni più profondi delle persone con diabete soprattutto quelle che nella vita quotidiana sono chiamate a seguire una terapia insulinica che implica il dover effettuare fino a 5 iniezioni al giorno. La nostra innovazione sugli aghi-penna, sempre più sottili e corti, è rivolta sicuramente a loro, per aiutarli a vivere questa pratica con il minor disagio possibile.  L’innovatività dell’ago 34G risiede nelle sue dimensioni da record (0,18mm di spessore, meno di un capello, e solo 3,5 mm di lunghezza), che riducono al massimo l’invasività dell’iniezione, preservando comunque, grazie alla tecnologia avanzatissima di riduzione dello spessore della parete, un flusso ottimale di insulina, al fine di garantire un’iniezione efficace e aderente ai protocolli terapeutici. Il 34G, l’ago penna più sottile e corta del mondo, è il frutto di un’altissima specializzazione meccanica, maturata in decenni di leadership nella produzione di aghi con il notissimo marchio nato come “PIC INDOLOR”, e dalla profonda conoscenza dei bisogni del paziente diabetico, sviluppata da un team multifunzionale che riunisce altissime competenze in ricerca clinica, sviluppo di dispositivi medici, automazione industriale e garanzia di qualità.         

Che risultati avete o volete raggiungere?
La nostra aspirazione è senza dubbio quella di rendere la nostra innovativa tecnologia disponibile al numero più ampio possibile di pazienti, in Italia e nel mondo, consapevoli che l’utilizzo di aghi sottili è uno dei fattori che può contribuire enormemente nella gestione di una patologia caratterizzata da un’incidenza in costante aumento a livello mondiale; si pensi che oltre mezzo miliardo di persone ne soffrono già oggi, e il numero è destinato a salire con l’evoluzione degli stili di vita. Vogliamo quindi dare il nostro contributo per il raggiungimento di un grande obiettivo finale: fare in modo che tutti i pazienti diabetici possano condurre una vita pressoché normale, accompagnati quotidianamente da dispositivi che permettano loro di assumere l’insulina regolarmente ed in modo pratico, indolore, e minimamente invasivo, superando quindi il disagio che talvolta condiziona la loro vita a causa di questa patologia.

Quali ritenete siano gli unmet need di questa area terapeutica?
In primo luogo, gli aghi sottili hanno l’obiettivo di ridurre l’ansia prima e durante l’iniezione. Questa innovazione nasce proprio per rendere il momento della terapia meno impattante e ansiogeno, consentendo loro di auto iniettarsi l’insulina in modo indolore e addirittura senza neppure percepire la fastidiosa “anticipazione” del disagio della puntura, che si è dimostrata essere uno dei motivi più rilevanti per cui i pazienti saltano la somministrazione, con gravi conseguenze sulla gestione dei loro livelli glicemici e i relativi impatti in termini di complicanze. Quest’ultimo è, infatti, uno dei principali problemi che il diabetologo affronta nella gestione del paziente: la sua compliance terapeutica. Nel mondo dei pungenti per le persone con diabete siamo promotori, da anni, di un percorso di evoluzione tecnologica, che ha visto il nostro gruppo impegnato su molteplici fronti per superare i limiti tecnologici di aghi sempre più sottili. Siamo molto orgogliosi di quanto fatto fin qui, ma consapevoli di dover mettere in campo in futuro altrettante forze per lo sviluppo di soluzioni sempre più innovative per la salute e il benessere del paziente.



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