002 – De Martinis (Chiesi Italia): “Lavorare con i pazienti favorisce migliore innovazione portando a risultati di valore”

Pazienti
in rete

Lorenza De Martinis
Lorenza De Martinis

Una serie di podcast per dare voce ai pazienti e raccontare la vita quotidiana con una patologia. È “Pazienti in rete”, progetto realizzato da Chiesi Italia in collaborazione con Radio24 e che ha visto la partecipazione di diverse Associazioni pazienti quali FederASMA e Allergie, IMPS, LIFC, Mitocon e Parkinson & Sport. Abbiamo approfondito l’argomento con Lorenza De Martinis Patient Advocacy Advisor in Chiesi Italia. Voce e autrice dei podcast è Nicoletta Carbone, giornalista, autrice e conduttrice di Obiettivo salute di Radio 24. Hanno partecipato alla realizzazione del progetto per Chiesi Italia: Lorenza De Martinis, Patient Advocacy Advisor, Laura Franzini, Medical Director, Monica Pigato, Communication Manager, Federico Esposito, DPO, Legal & Compliance Manager, Silvia Rossi, Medical Manager Rare Disaeses, Fabrizio Canalini, Medical Advisor, Carmen Di Silvio, Brand Manager Rare Diseases, Giovanni Fontana, Brand Manager Neonatology & Cystic Fibrosis BU Special Care, Ilaria Cantarelli, Medical Advisor, Matteo Rossi, Senior Brand Manager Neuro / Gastro BU Special Care, Carmelina Rossi, Medical Science Liason Manager Primary Care, Alessio Piraino, Medical Manager Primary care. Per Radio24, oltre a Nicoletta Carbone, anche Laura Vanossi, assistente ai programmi di Radio 24 e coautrice del Podcast “Pazienti in rete” e Roberta Casa, responsabile Marketing Radio 24

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’iniziativa è nata nell’ambito della Patient Advocacy con l’obiettivo di dare voce al paziente, ascoltare i suoi bisogni e la sua esperienza di malattia per creare un legame con lui e non farlo sentire solo nel percorso diagnostico e durante la terapia. Aiutarlo a trasformare la sua situazione in un’esperienza costruttiva, dandogli la possibilità di esprimersi attraverso i diversi canali e strumenti d’informazione. Un’iniziativa che promuove l’inclusione sociale agendo da catalizzatore per una maggior inclusione dei pazienti, facendoli sentire accolti. Questo è in linea non solo con il nostro DNA, che vede da sempre il paziente al centro, ma anche con il nostro impegno di azienda certificata B CORP, che ci vuole sempre più attenti ad ascoltare le comunità locali, intese come persone e pazienti. Sulla base di queste premesse è nata l’idea di creare un programma Radio in cui fossero protagonisti i pazienti e le loro Associazioni, dando loro l’opportunità di parlare al cuore delle persone, delle Istituzioni e della comunità.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il nostro progetto si rivolge a pazienti, Istituzioni, Associazioni pazienti e tutta la comunità con l’intento di far conoscere le sfide quotidiane delle persone, prestando attenzione a quelli che sono i loro bisogni essenziali, non sempre legati alla sola terapia, che possono chiaramente cambiare da patologia a patologia.

Potrebbe descriverlo brevemente?
La serie podcast “Pazienti in rete” condotta da Nicoletta Carbone dà voce a sei storie di persone che raccontano la loro sfida con la malattia. Un percorso fatto di alti e bassi, di vittorie e sconfitte, incontri e scoperte, sempre però con la consapevolezza che questa sfida si possa vincere. Per centrare l’obiettivo bisogna fare squadra. Ecco perché “Pazienti in rete”, a sottolineare ancora di più l’importanza e la forza dell’unione tra pazienti, caregivers e associazioni. La serie, ospitata sul sito di Radio 24 nella sezione dedicata ai podcast Originali, è stata rilanciata in Home page, distribuita attraverso le principali piattaforme audio (Spotify, Apple Podacst, Google podcast, ecc…) e supportata da diverse attività promozionali.

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’ampia distribuzione dei podcast e la scelta di utilizzare campagne a supporto digital e radio hanno garantito il raggiungimento di un target molto profilato e realmente interessato alle tematiche proposte con un ascolto medio di 12 minuti considerando che il tempo dei podcast è di 15-18 minuti. Molto buone anche le page impression per la sezione del sito dedicato sfiorando le 21mila impression e con più di quindicimila visite. Un altro risultato importante è rappresentato anche dalle Associazioni pazienti coinvolte, che hanno creduto nel valore dell’iniziativa e hanno a loro volta condiviso e disseminato attraverso i loro canali il podcast di riferimento, oltre che indicare alla testata radiofonica il paziente protagonista della serie.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Dovremo collaborare sempre di più e in maniera sinergica con le comunità dei pazienti e con le parti interessate per migliorare in modo sostenibile l’assistenza sanitaria in un modo che soddisfi i bisogni e le preferenze espresse dai pazienti. Perché lavorare con i pazienti favorisce una migliore innovazione, portando a risultati migliori e di valore grazie alla condivisione di esperienze personali di chi vive in prima persona, ogni giorno, queste patologie e ne conosce tutte le dinamiche, le difficoltà e le peculiarità.

Qual è l’aspetto principale della Patient Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Sarà necessario voltare pagina e andare verso un cambio di paradigma nella sanità. Sempre di più dovremo coinvolgere il paziente non più come solo soggetto di cure, ma persona con una storia, desideri, emozioni e caratteristiche che vanno tenute in considerazione per offrire una cura o un servizio il più efficace possibile. Per questo dovremo passare da un servizio che lavora per il paziente ad uno in cui il servizio lavora con i pazienti e vuole supportarli per soddisfare i loro bisogni di salute. Anche le attuali politiche in tema di salute sottolineano come il paziente non solo debba essere messo al centro di qualsiasi processo di assistenza e/o cura, ma debba essere messo in condizione di essere parte attiva di tale processo.



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