260 – Bonfiglio (Novartis): “Identificare velocemente i casi gravi di psoriasi e ridurre i tempi di accesso alle terapie”

 

Il progetto 3G, promosso da Novartis, mira ad un miglioramento nella gestione del paziente psoriasico attraverso lo sviluppo di una piattaforma web grazie alla quale il medico di medicina generale, il dermatologo territoriale/ospedaliero possono condividere le informazioni del paziente. Ce ne parla Giuseppe Bonfiglio, Customer Marketing Manager Immunology di Novartis.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
3G nasce dall’esigenza di dare una risposta ad una richiesta di cura da parte dei pazienti psoriasici che vivono ancora in un contesto clinico difficile, caratterizzato da una sequenza problematica di attività diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali. Il progetto permette una presa in carico del paziente sostenendo la partecipazione integrata di diversi medici, sia a livello territoriale che ospedaliero.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto è rivolto ai tre attori principali che gestiscono il paziente psoriasico: MMG, Specialista territoriale e centro ospedaliero. In questo modo i clinici coinvolti possono condividere le informazioni del paziente e co-gestirne il percorso clinico. Ciò consente di identificare più velocemente i casi gravi, ridurre i tempi di accesso alle terapie e facilitare il followup.

Ce lo può descrivere brevemente?
Il progetto consiste nello sviluppo di una piattaforma web di facile utilizzo, grazie alla quale il medico di medicina generale, il dermatologo territoriale/ospedaliero possono condividere le informazioni del paziente. Il software, elaborato da OPT e sponsorizzato da Novartis, permette, tramite un algoritmo, di identificare in modo obiettivo la gravità della malattia ed inserire il paziente nella fase appropriata del percorso, consentendo anche l’accesso alle cure di secondo livello in ospedale. La piattaforma si avvale anche di un’agenda condivisa per una prenotazione delle visite in tempo reale.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Con 3G vogliamo ridurre il tempo alla diagnosi e fare accedere più velocemente i pazienti alle cure appropriate. In tal senso, il dimezzamento dei tempi di attesa e l’invio appropriato dei pazienti hanno raggiunto nei primi mesi dei risultati particolarmente incoraggianti. L’obiettivo di Novartis è “Reimagining Medicine”, 3G ne è un esempio concreto.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Tutti i protagonisti devono essere consapevoli che il precorso di cura si può e si deve migliorare ed in tal senso è fondamentale creare una strategia comune che permetta tale miglioramento.

Qual è l’aspetto principale del Multitarget&Multichannel che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’esperienza Covid-19 ha dimostrato quanto sia oggi centrale il ruolo del digitale nella gestione della vita quotidiana di ogni singolo individuo, permettendoci di stare vicini nonostante l’isolamento. Nei prossimi anni il digitale dovrà far sentire i pazienti meno soli, favorendo il rapporto tra medici e pazienti. Novartis sarà protagonista nel sostenere la centralità del paziente con modelli innovativi.