258 – Belviso (Astellas): “Migliorare la presa in carico del paziente, standardizzare le procedure e ottimizzare le risorse disponibili”

 

Il progetto “Prostate Cancer Team”, realizzato con il sostegno non condizionato di Astellas Pharma, mira alla definizione di obiettivi di efficientamento di presa in carico, cura, e assistenza dei pazienti affetti da carcinoma prostatico, ma anche di organizzazione e sostenibilità.  Da fine 2018 è stato completato in 18 Enti certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dei PDTA su tutto il territorio italiano. Ce ne parla Enrico Belviso, Market Access & Government Affairs Director di Astellas Pharma Italia.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il carcinoma prostatico, la neoplasia più frequente in Europa e in Italia nella popolazione maschile, richiede la partecipazione di una squadra di specialisti (urologo, radioterapista, oncologo, anatomo-patologo, radiologo, medico nucleare, psico-oncologo, biologo molecolare, farmacista, andrologo e fisioterapista) nella gestione diagnostico-terapeutica del paziente. La certificazione ISO 9001:2015 del Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) per il paziente con tumore della prostata è un importante traguardo a garanzia del continuo miglioramento del livello di qualità e sicurezza delle cure secondo un approccio integrato multidisciplinare. Il progetto “Prostate Cancer Team”, che da fine 2018 è stato completato in 18 Enti su tutto il territorio italiano, è reso possibile con il sostegno non condizionato di Astellas Pharma e il supporto organizzativo di OPT, società di consulenza che prepara i Centri alla certificazione.

A chi si rivolge il vostro progetto?
I pazienti che si rivolgono a un Centro con PDTA del tumore prostatico certificato hanno la garanzia di una presa in carico tempestiva, integrata ed efficiente che si avvale di professionalità altamente qualificate e terapie innovative e appropriate: un vero e proprio presidio di competenze d’eccellenza per la diagnosi e la cura del tumore della prostata, che solo in Italia fa registrare circa 35.000 nuove diagnosi ogni anno. Il modello di PDTA certificato riflette una governance clinica basata su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance. Il PDTA certificato del tumore prostatico riduce le liste d’attesa, migliora l’iter diagnostico, e ottimizza l’utilizzo delle risorse attraverso scelte appropriate condivise dal team multidisciplinare.

Ce lo può descrivere brevemente?
L’attivazione del percorso parte dalla fotografia di ogni centro per definire tutta una serie di obiettivi di efficientamento rivolti alla presa in carico, cura, e assistenza dei pazienti, così come all’organizzazione e alla sostenibilità delle attività che verranno sviluppate, creando un nuovo modello di lavoro e una serie di KPI in grado di misurarne concretamente l’evoluzione e i risultati raggiunti. La Certificazione ISO 9001-2015 verifica la solidità del modello organizzativo e il livello di raggiungimento degli obiettivi di efficientamento. In occasione del rilascio della Certificazione, una Conferenza stampa promossa dall’Ente presenta ai media locali, e quindi ai cittadini, il valore del PDTA e del team che lo gestisce.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Gli obiettivi si rivolgono prima di tutto alla creazione e codifica delle regole che devono essere seguite dal TM (nominativi, modalità e timing degli incontri, verbalizzazioni delle discussioni caso per caso etc.). Le aree di maggiore attenzione riguardano normalmente la diminuzione delle liste di attesa, dei tempi che intercorrono tra presa in carico e diagnosi e tra diagnosi e avvio della terapia (chirurgica e farmacologica), miglioramento degli aspetti organizzativi, intesi come guida del paziente in ogni suo accesso, miglioramento della percentuale di attrattività del centro e diminuzione del tasso di fuga, creazione di una carta dei servizi per i pazienti, misurazione dell’efficientamento economico dei percorsi di diagnosi, cura e assistenza. Step successivo sarà il coinvolgimento attivo della rete dei MMG già dalla prima fase per migliorare i tempi e gli aspetti diagnostici, in modo da far diventare il processo da un percorso H-T ad uno T-H-T (territorio-ospedale-territorio). I centri che hanno ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dei PDTA sono ad oggi 18. Ogni certificazione è stata annunciata al pubblico con una conferenza stampa che ha coinvolto il TM del centro e le Istituzioni regionali e ha avuto un’esposizione mediatica importante, con una readership complessiva di quasi 90 milioni di visualizzazioni.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Astellas è impegnata a rispondere alla domanda di salute dei pazienti e alle esigenze della sanità pubblica per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale. In quest’ottica, questa attività di partnership rappresenta uno strumento concreto per migliorare la presa in carico del paziente, standardizzare le procedure e ottimizzare le risorse disponibili. Il nostro obiettivo è quello di continuare a supportare questo percorso virtuoso ove gli Enti ne identifichino l’esigenza.

Qual è l’aspetto principale del Market Access che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Come Astellas crediamo che le sfide da perseguire nei prossimi anni siano i progetti di Partnership pubblico-privato nell’ottica della patient centricity e dell’efficientamento dei sistemi sanitari regionali per permettere la sostenibilità delle terapie innovative in un contesto isorisorse.