246 – Procaccini (Angelini): “Favorire un’esperienza di cura positiva è molto più che aumentare la soddisfazione del paziente”

 

 

Superare l’ansia e la depressione è possibile. È questo il messaggio diffuso dal progetto Storie di Rinascita, una raccolta di racconti di vita vissuta da persone con questi disturbi, nato dalla collaborazione tra Angelini, ASTRAT e l’associazione di pazienti Progetto Itaca. Per capire di cosa si tratta abbiamo parlato con Michela Procaccini, Medico Pediatra, Italy Medical Director Angelini Pharma Italia e membro del team composto anche da Mariangela Calabrese Medico, CNS Medical Advisor Angelini Pharma Italia, Angela Testa Medico Infettivologo, CNS Medical Manager Angelini Pharma Italia, Marco Mohoric Digital Medicines Customer Engag Manager Angelini Pharma Italia, Alessandra Toscano Co-Founder & Managing Director ATSTRAT e Francesco Baglioni Presidente Progetto Itaca.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto nasce dalla collaborazione con ATSTRAT e Progetto Itaca (Associazione Pazienti focalizzata sui disturbi mentali) con l’obiettivo di aiutare le persone con disturbi mentali (e i loro familiari) a comprendere, accettare e gestire la malattia attraverso le testimonianze positive di altri malati – raccolte e selezionate dal Progetto Itaca.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto “Storie di Rinascita” raccoglie le testimonianze di recupero della salute e del benessere da parte di persone affette da depressione e ansia.

Ce lo può descrivere brevemente?
Il progetto ha previsto 3 sessioni co-creative sui bisogni delle persone affette da depressione e ansia. Si è basato essenzialmente su due tipi di attività: la creazione delle Storie di Rinascita in forma scritta; l’utilizzo delle Storie di Rinascita. La Storia di Rinascita scritta è stata arricchita da un’opera creativa integrativa di qualsiasi tipo: un disegno, un dipinto, una foto, una poesia, un video, un collage, un fumetto, una scultura, un brano musicale o qualsiasi altra forma d’espressione. Si tratta di storie di vita reale legate dal concetto comune della rinascita in seguito all’esperienza di una crisi psicologica importante, dell’insorgere di un disturbo mentale, della ricerca dell’equilibrio emotivo e mentale in chi convive con una disabilità di origine psichiatrica. Obiettivo del progetto è stato anche quello di costruire ed utilizzare una biblioteca digitale di testimonianze positive su come affrontare e migliorare questa condizione di disagio.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Dalla creazione delle prime 80 Storie di Rinascita è emerso che: per chi soffre di malattia mentale, una vita serena, piena e soddisfacente è possibile; i disturbi mentali sono diagnosticabili e curabili; anche se mettono a dura prova l’individuo per un tempo rilevante sono, nella maggior parte dei casi, transitori; la maggior parte dei disturbi si può prevenire, con un’attenzione particolare allo stile di vita; una buona cura è possibile e accessibile; i disturbi mentali si possono conoscere e comprendere a fondo.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il metodo adottato si è rivelato essere complessivamente molto buono ma richiede ulteriore tempo e sforzi perché diventi ‘consuetudine’. Il nostro impegno insieme con ATSTRAT e P. Itaca, è far sì che il progetto “Storie di Rinascita” possa diventare uno stimolo alla riflessione e discussione negli incontri di gruppo, di ispirazione nelle conversazioni individuali ed uno strumento di sensibilizzazione sul disagio mentale.

Qual è l’aspetto principale del Patient&Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Valorizzare il concetto della “Patient Experience” come descrizione dell’esperienza individuale di malattia e del modo in cui viene gestita all’interno del sistema sanitario nazionale. Favorire una esperienza di cura positiva è molto più che aumentare la soddisfazione del paziente in quanto ne valorizza l’aspetto umano e lo utilizza a scopo terapeutico aumentandone le possibilità di cura.