240 – Team Angelini: “Lavorare in maniera sempre più strutturata e concreta nella digital mental health, contribuendo alla diffusione del sapere in questo campo”


Mettersi a disposizione dei giovani psichiatri consapevoli dei cambiamenti tecnologici in atto in ambito di salute mentale, per sensibilizzare all’utilizzo di nuovi strumenti. Da questa idea è nato lo “Psychiatry Innovation Summit” di Angelini. Ne abbiamo parlato con i membri del Global Medical Department di Angelini, un team misto di Medicall Affair e Ricerca clinica composto da Alessandro Comandini, Global Medical Director at Angelini Pharma, Giorgio Di Dato, Global Medical Advisor CNS – HQ Medical Department e Agnese Cattaneo, Chief Medical Officer.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Le nuove tecnologie digitali, l’uso dei social network, la diffusione degli smartphone, dei wearable devices e APP dedicate alla salute, hanno cambiato le modalità di comunicazione, i nostri comportamenti, amplificato la raccolta di dati personali e stanno influenzando, come prevedibile, anche l’ambito della salute mentale. Sappiamo che le tecnologie digitali possono oggi fornire un sostanziale contributo per migliorare la qualità delle cure, consentendo un monitoraggio in tempo reale delle condizioni ed esigenze dei pazienti. Siamo nel contempo consapevoli che la validazione clinica di queste tecnologie e le esigenze di tutela della privacy sono aspetti su cui è necessario ancora molto lavoro. Per questo abbiamo pensato ad una iniziativa che potesse esplorare le potenzialità delle nuove tecnologie in ambito di salute mentale, mettendo in contatto, in un contesto informale e collaborativo, alcuni tra i più promettenti giovani psichiatri europei con i massimi esperti mondiali in ambito digital health. È nato così lo Psychiatry Innovation Summit.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto è rivolto ai giovani psichiatri attenti ai cambiamenti che l’innovazione digitale sta portando nella loro pratica quotidiana e nella gestione dei loro pazienti. Nel primo evento sono stati coinvolti 40 psichiatri provenienti da 11 Paesi Europei.

Ce lo può descrivere brevemente?
L’Innovation Summit in Psichiatria, è stato il primo evento di un progetto più ampio in ambito Digital Mental Health che stiamo portando avanti in Angelini. Sotto la guida di una faculty di esperti di livello assoluto in digital mental health, nel corso del summit abbiamo alternato sessioni in plenaria e workshop tematici, al fine di facilitare la condivisione delle diverse esperienze e progettualità. Alcune settimane prima dell’evento, è stato creato un sito web dedicato che ha permesso la condivisone del programma e, successivamente, dei contenuti sviluppati durante il Summit

Che risultati avete o volete raggiungere?
Grazie allo Psychiatry Innovation Summit si è creata una community di giovani psichiatri europei che hanno avuto l’opportunità di fare network e condividere esperienze tra loro e con i maggiori esperti mondiali. Per Angelini rappresenta una opportunità per continuare a lavorare in maniera sempre più strutturata e concreta nella digital mental health, contribuendo alla diffusione del sapere in questo campo della medicina e all’implementazione di nuove modalità terapeutiche nella salute mentale.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Riteniamo ci sia ancora molto da fare prima che l’utilizzo delle nuove tecnologie possa rientrare nella comune pratica clinica in ambito psichiatrico diventando un approccio standardizzato e validato. Negli store dedicati alle app per smartphone sono presenti diverse applicazioni, di libero utilizzo, pensate per la salute e di queste circa un terzo è dedicato alla salute mentale. Per tale motivo è fondamentale che gli psichiatri acquisiscano un’esperienza ed una conoscenza adeguata delle potenzialità e limiti di questi strumenti, al fine di consigliare e gestire al meglio i propri pazienti. Molte di queste APP, le cui funzioni non sono sempre supportate da evidenze scientifiche, possono essere utilizzate liberamente, senza controllo medico, da parte di pazienti affetti da patologie anche gravi, quali disturbi d’ansia, insonnia e depressione. Di recente l’emergenza socio-sanitaria seguita alla diffusione del virus Sars-Cov-2, ha evidenziato l’importanza delle tecnologie digitali nella gestione a distanza dei pazienti e delle terapie stesse. In questo nuovo contesto sarà fondamentale che anche gli psichiatri possano ricevere gli strumenti e le informazioni utili per comprendere e gestire al meglio l’innovazione digitale.

Qual è l’aspetto principale del Marketing&Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Nell’ambito della salute digitale, sarà fondamentale analizzare a fondo le promesse delle nuove tecnologie, lavorando alla implementazione del digitale in una gestione “smart” della salute. Questo dovrebbe permettere di aumentare la qualità dell’assistenza sanitaria e ridurre inefficienze e costi. La gestione dei dati personali ed aggregati sarà un aspetto di primaria importanza e dal grande potenziale per permettere un approccio terapeutico sempre più personalizzato ed efficace.