234 – Team Merck: “La creazione di piattaforme digitali integrate che favoriscano lo scambio di informazioni in tempo reale è la nuova frontiera della relazione medico-paziente”


Dalla collaborazione sinergica e customer oriented dei team Marketing e Medica dell’area terapeutica Fertility di Merck è nato il progetto WE ART MERCK, una due giorni per approfondire con gli esperti della Procreazione Medicalmente Assistita le problematiche legate all’infertilità e possibili soluzioni. Ne abbiamo parlato con il team Merck composto, in ordine alfabetico, da Chiara Centonze, TA Head of Medical Affairs Italy, Viviana Conforti, Product Manager, Salvo Giugliano, Marketing Lead Italy, Giovanna Orlando, MSL e Valentina Zaccari, Assistant.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Una diagnosi di infertilità è spesso vissuta come una dura sentenza e provoca un impatto molto forte sull’equilibrio di coppia che rischia di essere compromesso: senso di colpa, inadeguatezza, incapacità di accettazione sono solo alcuni degli stati d’animo che normalmente si manifestano. È importante, quindi, per i partner reagire rimettendosi in gioco e ricercando insieme nuovi punti di riferimento. Molto importante è il ruolo del ginecologo ma anche dell’embriologo che devono essere preparati anche a supportare i pazienti dal punto di vista emozionale.

A chi si rivolge il vostro progetto?
We Art Merck si rivolge alle nuove generazioni di ginecologi, biologi e più in generale a tutti gli specialisti nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita.

Ce lo potete descrivere brevemente?
L’appuntamento di 2 giorni oltre ad approfondire, grazie al supporto dei maggiori esperti del settore, i temi dell’intelligenza artificiale e dell’impiego delle cellule staminali nella fertilità, si è concentrato sulle tematiche legate all’aspetto emotivo. Proprio a questa necessità intende rispondere lo Human Virtual System (HVS). Si tratta di un simulatore di situazioni cliniche in cui i medici possono applicare ed allenare le proprie conoscenze, relazionandosi in real-time con una coppia di Avatar digitali. L’Avatar è un paziente digitale, riprodotto in computer-grafica realistica, ma è guidato da un’intelligenza umana: a dargli voce e anima sono attori che, preparati sul patient journey della coppia infertile, interagiscono con i medici sottolineando l’aspetto empatico ed emozionale che emerge nel dialogo tra medico e pazienti.

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’iniziativa riunisce ricercatori e clinici specialisti in medicina della riproduzione con l’obiettivo nei confronti delle nuove generazioni di favorire il confronto sulle tecniche più innovative nel campo della fertilità e la condivisione dei risultati emersi dalle più recenti ricerche scientifiche. Il focus sull’apprendimento esperienziale tramite il sistema dello Human Virtual System (HVS) permette di offrire per la prima volta una metodologia di training unica nel suo genere nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
La sfida dinanzi alla quale ci ha posto questa emergenza sanitaria legata al Covid-19 ci spinge con forza verso una rivoluzione delle metodologie di interazione a distanza con i pazienti. In un mondo dove il cosiddetto “distanziamento sociale” potrebbe essere uno dei nuovi paradigmi di confronto bisogna essere pronti a soluzioni integrate. La necessità di garantire il diritto alla salute e nel caso specifico l’impegno a supportare le coppie con problemi di fertilità nel loro difficile percorso verso la genitorialità, impone a tutto il sistema salute di ridisegnare profondamente a partire da oggi, i processi e gli approcci terapeutici.

Qual è l’aspetto principale del Marketing&Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La creazione di piattaforme digitali integrate che favoriscano la raccolta e lo scambio di informazioni in tempo reale rappresenta la nuova frontiera della relazione medico-paziente. La sfida sarà quella di coniugare questo trend con le problematiche legali e di compliance che caratterizzano il mondo farmaceutico e la tutela della privacy dei pazienti che utilizzeranno queste piattaforme. Il tutto senza dimenticare che il rapporto “face to face” è e sarà sempre il fondamento di tale relazione.