221 – Girotti (Takeda): “Molto importante sarà l’interconnessione multidisciplinare delle aree terapeutiche volte all’efficientamento delle risorse a disposizione”


Sensibilizzare sull’importanza dell’attività fisica e motoria nelle persone con emofilia. Partendo dalla consapevolezza dell’importanza del movimento per la salute ha preso vita il progetto Emfilia&Sport realizzato da Takeda e rivolto alle persone con questa patologia indipendentemente dall’età. Ne abbiamo parlato con Alessandro Girotti, Hematology Brand Manager di Takeda.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Prendendo ispirazione dall’ambito della pediatria, alla ricerca di una soluzione che potesse migliorare concretamente la qualità di vita delle persone affette da emofilia, abbiamo compreso uno dei maggiori “needs” ancora irrisolti: l’importanza del movimento per uno stile di vita normale e per migliorare la stabilità delle articolazioni.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge a persone affette da emofilia di tutte le età.

Ce lo può descrivere brevemente?
Tutto si basa sulla creazione di una “piramide del movimento” che possa suggerire delle linee guida o raccomandazioni per un corretto movimento sia nella quantità che nella tipologia, per la persona affetta da emofilia in tutte le fasce di età. L’importanza del movimento è data dal possibile miglioramento dello stato di salute, nonché della muscolatura e della stabilità delle articolazioni.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La comunità scientifica ha apprezzato il progetto nella sua interezza e speriamo che possa essere abbracciato come un vero e proprio punto di riferimento, di linee guida per un normale e sano stile di vita quotidiano.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Credo che ci siano ancora tante domande a cui non sono state date risposte, in questo ambito, e alle quali poter dare il nostro sostegno con diverse progettualità, volte al miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Credo che molto importante sarà l’interconnessione multidisciplinare delle aree terapeutiche, al fine di ottenere sinergie volte all’efficientamento delle risorse a disposizione. Ciò sarà possibile soprattutto grazie all’ausilio degli strumenti tecnologici fruibili, i quali stanno diventando sempre più parte integrante sia della vita privata che lavorativa di ognuno di noi.