219 – Lomonaco-Montanari (Angelini): “Vogliamo valorizzare l’esperienza di studio dei casi clinici attraverso la formula unica ed impattante del corto in psichiatria”

Alessandro Lomonaco, Virginia Montanari

Rimanere al fianco degli psichiatri per contribuire alla loro formazione e ad uno scambio proficui e continuo. Nasce da qui il progetto cross-funzionale “Mastermind” realizzato da Angelini che coinvolge Marketing, Direzione medica e Sales. Abbiamo approfondito l’argomento con Alessandro Lomonaco Franchise Lead CNS (nel 2020 National sales manager) e Virginia Montanari, Brand Manager, parte del team composto anche da Marilena Iovino (nel 2020 Marketing Manager), Angela Testa (nel 2020 Medical Manager CNS), Mariangela Calabrese (nel 2020 Medical Advisor CNS) e Nathalie Falsetto Medical Manager CNS

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea è nata nel 2018, dalla volontà di Angelini di accrescere ulteriormente la partnership con il mondo psichiatrico, accreditandosi con un progetto annuale che coniugasse formazione scientifica di alto livello con tecnologie e metodi divulgativi d’avanguardia.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Target medico e più specificatamente agli psichiatri. Il profilo del partecipante è di solito uno psichiatra motivato nello scambio peer to peer, interessato all’aggiornamento scientifico “attivo”, il che significa non ascoltare passivamente ma essere parte del percorso di crescita, partecipando ai dibattiti e alle domande che lo steering committee solleva. In sostanza due sono le attitudini dei partecipanti: la ricerca e l’approfondimento individuale e la partecipazione attiva a momenti creativi di gruppo e al confronto con i colleghi.

Potreste descrivercelo brevemente?
Nelle varie edizioni , siamo ora alla quarta, vogliamo valorizzare l’esperienza di studio dei casi clinici attraverso la formula unica ed impattante del corto in psichiatria. Lo steering committee sceglie due casi didattici e particolarmente interessanti relativi a paziente con schizofrenia, depressione o disturbo bipolare che poi vengono convertiti in sceneggiatura e quindi in cortometraggio. La novità sta nei cosiddetti “snodi” momenti di “questioning” in cui gli autori interrogano la platea su diversi aspetti. Ogni corto è di solito caratterizzato da 3 snodi sui cui accendere il dibattito.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La nostra ambizione è che il MASTERMIND diventi un brand, un momento attrattivo, un appuntamento annuale a cui gli specialisti della salute mentale vogliono prendere parte per crescere, confrontarsi e fare networking. In futuro ci piacerebbe poter dare voce alle Associazioni di pazienti psichiatrici, creare un confronto tra clinici e pazienti/caregiver da cui emergano percorsi di co-gestione di patologia mirati alla migliore recovery funzionale ed in generale al benessere del paziente.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Utilizzare il mezzo cinematografico per aumentare il livello di consapevolezza del grande pubblico sulle malattie mentali favorendo la destigmatizzazione di molti luoghi comuni.

Qual è l’aspetto principale del Marketing che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Ingaggiare ed essere attrattivi. Con il boost digitale siamo tutti esposti ad una serie di webinar e appuntamenti online; dobbiamo sforzarci di rendere il nostro evento unico e differenziante mantenendo lo “human touch” e stimolando sempre il confronto tra i partecipanti.